Vaccino contro l'influenza: acquistato un numero "insufficiente"

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Vaccinazione
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Il segretario generale Fimmg (Federazione italiana medici di famiglia) Silvestro Scotti ha rilasciato, nel corso di un’intervista a FanPage, alcune dichiarazioni circa il vaccino antinfluenzale in Italia. Secondo quanto dichiarato da Scotti, sono state acquistate 17,8 milioni di dosi, ma ora come ora esse risultano insufficienti “anche a coprire gli aventi diritto”. Durante l’intervista, il segretario Fimmg ha parlato anche del vaccino anti-Covid che, secondo quanto espresso da esperti e politici, dovrebbe essere disponibile già da fine gennaio 2021. Al riguardo Scotti ha riferito: “Su questo credo che ci voglia una opportuna operazione trasparenza, che deve cominciare subito. La percezione che ho come medico di famiglia è che la pandemia sta creando un egoismo sanitario diffuso”.

Vaccino antinfluenzale: il punto della situazione

Silvestro Scotti ha spiegato che nel 2020 le campagne per la vaccinazione antinfluenzale sono iniziate prima rispetto al 2019. Questo almeno vale per le regioni che hanno determinato le gare d’acquisto per tempo. Rispetto al 2019 si è notato un aumento del 20/30% della velocità di erogazione dei vaccini nelle regioni considerate virtuose. Questo se si confrontano i dati dei primi 20 giorni di ottobre 2020 con i primi 20 di novembre 2019. Se però il confronto lo si allarga a 30 giorni, il vantaggio inizia ad assottigliarsi.

Uno stop che dipende dalle gare d’acquisto

“Se non siamo ancora arrivati ad eguagliare e superare i numeri dello scorso anno è perché in molte realtà siamo fermi”. Con tali parole Silvestro Scotti ha illustrato lo stop e le difficoltà riguardanti l’approvigionamento dei vaccini. Tale situazione statica dipende, a detta del presidente Fimmg, dalle gare d’acquisto che in Italia avvengono, tramite procedure centralizzate, da parte dei servizi sanitari regionali.