Vaccino coronavirus, Burioni: "Più facile con una buona immunità"

Vaccino coronavirus, Burioni: "Più facile con una buona immunità"

In un video pubblicato sulla pagina Facebook Medical Facts, Roberto Burioni ha spiegato che per il vaccino anti coronavirus bisognerà considerare il grado di immunità dei guariti.

Infatti, "morbillo, rosolia, epatite A conferiscono una buona immunità: e infatti abbiamo il vaccino - ha spiegato Burioni -. Ci sono malattie che non conferiscono immunità, come l'epatite C, e per questo non c'è vaccino. Vedremo se le persone che si sono ammalate e sono guarite hanno l'immunità".

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Se le persone guarite avessero una buona immunità, secondo il virologo, "lo sviluppo del vaccino sarà molto più facile". Invece, se dovesse emergere che "le persone guarite non avranno sviluppato una buona immunità, sarà senz'altro molto più difficile".

“Non sappiamo se il virus rallenterà la sua trasmissione" in estate, ha spiegato Burioni. "Quasi tutti i virus respiratori lo fanno. È ragionevole pensare che con l'arrivo del freddo il virus riparta con nuova energia, a quel punto non dobbiamo farci prendere in contropiede".

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Per la ripartenza bisognerà "immediatamente identificare i focolai e isolare i pazienti. Il lockdown può essere fatto su zone ristrette" ma "va fatto immediatamente. Il ritardo può essere fatale".

La "trasmissione da parte degli asintomatici è importantissima, la metà delle trasmissioni arriva dagli asintomatici. Se solo i malati trasmettessero la malattia, sarebbe molto più facile controllarla",  ha sottolineato Burioni nel suo video.