Vaccino Covid, Figliuolo: "A maggio almeno 16 milioni di dosi"

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·3 minuto per la lettura

Vaccini Covid, il commissario per l'emergenza Francesco Paolo Figliuolo da Bari, dove ha visitato la fabbrica regionale delle mascherine, insieme a Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile, e al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, fa il punto della situazione a livello nazionale.

"A stamattina siamo a 16 milioni e 600 mila somministrazioni, di cui 12 milioni e 700 mila prima somministrazione e 4 milioni e 900 mila persone vaccinate" e "da qui al 29 aprile avremo 2 milioni e mezzo di ulteriori vaccini" ha detto Figliuolo.

"Dal 29 aprile al 4-5 maggio, giorno in cui tecnicamente finisce l'afflusso del mese di aprile - ha aggiunto - avremo altri 2 milioni e 600 mila vaccini a livello nazionale. E per il mese di maggio le proiezioni sono buone, a mio avviso, perché parliamo di almeno 16 milioni di vaccini".

Figliuolo ha inoltre sottolineato che "da oggi si è cominciato a inoculare il vaccino Johnson&Johnson, in realtà la Puglia è stata la prima perché già ieri ne ha inoculati i primi 79".

"E' stato presentato un piano molto coerente con il piano nazionale - ha sottolineato il commissario nazionale per l'emergenza Covid - con obiettivi ben chiari e definiti. Gli obiettivi da raggiungere sono assolutamente in linea con quelli del piano nazionale". "Oggi la Puglia - ha proseguito Figliuolo - ha raggiunto oltre l'81% di prima somministrazione sul personale over 80, è in pieno target anche per gli over 70 ed è anche sopra media, in questo momento, anche per i fragili. Ne do atto al presidente e a tutti coloro i quali lavorano in maniera sinergica e unita per questa campagna vaccinale che non ha precedenti nella storia d'Italia e credo dell'umanità".

"Gli obiettivi che assegniamo alle Regioni non vengono dati a caso - ha poi messo in chiaro - ma sono obiettivi congruenti con le capacità vaccinali di ciascuna regione e l'afflusso di quella giornata e di quella settimana".

Parlando con i giornalisti a Bari, dopo aver visitato l'ospedale delle maxi emergenze nella Fiera, Figliuolo ha detto "decisamente impressionato ed emozionato, parliamo di 150 posti letto" modulabili "tra la terapia ad alta intensità al sub intensivo a una terapia normale Covid". "Questo è un bene pubblico - ha aggiunto - altamente specializzato perché gestito dal Policlinico di Bari, che è una eccellenza nazionale, dove operano cinquecento persone, gli infermieri, un centinaio di medici altamente specializzati, tra terapia intensiva e area critica, e personale amministrativo. Il valore aggiunto di questa struttura è che un domani speriamo prossimo, a pandemia finita, può essere reimpiegato come polo di riferimento nell'ambito del Mezzogiorno, in questa area che attrae sempre anche da Regioni limitrofe in caso, ad esempio, di un grande incidente".

Sull'hub vaccinale, sempre nella Fiera del Levante, il generale ha sottolineato: "Raramente ho visto un centro così organizzato e questo è un orgoglio per noi del Mezzogiorno che siamo sempre abituati ad autocommiserarci. E' giusto che la stampa faccia le sue critiche ma di centri ne ho visti tanti e ne ho pure costruiti e organizzati come comandante. Questo è davvero un bel centro".

Poi, alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se si era 'pentito' della frase detta a 'Che tempo che fa' qualche settimana fa quando sostanzialmente promise che non si sarebbero sprecate dosi di vaccino a costo di somministrarle al primo che passava, Figliuolo ha risposto: "Atteso che solo uno stupido non rivede mai le proprie posizioni, chiarisco che era un paradosso per dire che non avvenga mai che si buttino dosi. Non era un inno ai furbetti". Passare davanti a chi ne ha diritto "potrebbe configurarsi come un reato ma sicuramente dal punto di vista morale è una cosa gravissima perché si toglie una dose a una persona che se ne potrebbe giovare pena la propria sopravvivenza". "Poi è chiaro che ogni regione - ha continuato - si deve organizzare con delle liste di sovraprogrammazione, il cosiddetto 'over booking'", andando a contattare le persone "della stessa classe di età o immediatamente inferiore o superiore".+