Vaccino Covid, Gentiloni: "Obiettivo Ue 360 milioni di dosi in 2° trimestre"

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L'Unione europea punta ad ottenere 360 milioni di dosi di vaccino covid nel secondo trimestre del 2021. Alla Commissione Europea "il lavoro in corso è come ottimizzare la capacità produttiva: se ci riusciamo, e penso che ci possiamo riuscire, avremo all'incirca 360-370 milioni di dosi nel secondo trimestre di quest'anno, nonostante il calo, per chiamarlo in modo benevolo, di quello che arriva da AstraZeneca", dice il il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, in collegamento da Bruxelles durante un webinar organizzato dalla sede italiana della Commissione Europea sul rapporto tra Next Generation Eu e le politiche per la parità di genere.

Finora la Commissione Europea aveva sempre parlato di 300 milioni di dosi nel secondo trimestre, per una media di 100 milioni al mese, facendo capire che si tratta di una stima conservativa. Se le condizioni elencate si verificheranno, dice Gentiloni, "potremo arrivare all'obiettivo del 70% degli adulti vaccinati prima dell'estate. E' ancora possibile".

"Qui bisogna collaborare, mettere tutte le fabbriche in linea. E bisogna evitare che le catene di produzione dei vaccini si interrompano" sottolinea il commissario europeo all'Economia. "Il vaccino di Johnson & Johnson - continua Gentiloni - viene prodotto in parecchi stabilimenti europei, poi viene infialato negli Usa e deve tornare in Europa una volta infialato: queste catene non si devono interrompere".

"La produzione italiana - aggiunge - ci può aiutare certamente nel lungo termine. Il problema è che per produrre questi vaccini non bastano poche settimane, riconvertendo questa o quella azienda come si è potuto fare per le mascherine". E anche "la questione dei brevetti va considerata, anche per i super profitti, ma non è che togliere i brevetti risolve i problemi di capacità produttiva", dice Gentiloni.

E ancora: "Ci sono fabbriche che producono il vaccino di AstraZeneca nel Regno Unito e finora non ci sono state dosi che dal Regno Unito si sono spostate verso l'Ue. Sarebbe singolare che avvenisse il contrario. Ci vuole reciprocità, non certo guerre commerciali".