Vaccino Covid, quando tocca ai giovani? La risposta dell'Aifa

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Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson, i vaccini non mancano e i giovani italiani aspettano il loro turno per sottoporsi alla somministrazione del siero che viene visto come luce in fondo al tunnel dell'annus horribilis del Covid. Dopo aver visto vaccinare i sanitari, le forze dell'ordine, gli anziani e i soggetti a rischio cresce l'attesa: ma quando toccherà ai giovani?

A rispondere a questa domanda, in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, è stato Nicola Magrini, direttore generale dell'Aifa, l'agenzia italiana del farmaco. Secondo Magrini il tempo c'è e la fiducia non manca: "C’è tempo, il loro turno arriverà non prima dell’estate e a giugno dovrebbero arrivare altri due vaccini".

"Ho visto in diverse regioni italiane i cittadini in coda per ricevere la dose. Sono certo che col passare dei giorni i dubbiosi seguiranno l’esempio di chi aderisce alla campagna comprendendo che è l’unico modo per difendersi dal virus. La presenza di una piccola percentuale di esitanti bisogna metterla in conto ogni volta che viene proposto un nuovo vaccino" le parole del direttore dell'Aifa.

Poi, sulle ultime notizie sul blocco di Johnson&Johnson negli Usa, Magrini ha sottolineato: "E’ una pausa necessaria voluta dall’agenzia americana del farmaco Fda per verificare l’origine dei sei casi di trombosi molto rare e particolari segnalati in Usa su 7 milioni di vaccinati. Il sospetto è che siano simili a quelli osservati in Europa su 35 milioni di vaccinati. Sono episodi talmente infrequenti da essere ai limiti della valutabilità. Spero ci diano presto il semaforo verde. Siamo in contatto con le agenzie europea Ema e con l’americana Fda. Confidiamo che si possa riprendere tra pochi giorni dopo l’acquisizione degli elementi necessari per meglio comprendere l’accaduto".

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"L’obiettivo comune è che tutto si risolva in tempi brevi. E’ ovvio che stiano riflettendo su come ripartire una volta che verrà dato il via libera. Vedremo quale sarà la migliore modalità d’uso- ha concluso Magrini-. Potremmo discutere sulla possibilità di riservare anche queste dosi alle persone di età superiore ai 60 anni visto che i casi sono di nuovo concentrati sotto i 50 anni".