Accordo Reithera/Invitalia sul vaccino italiano, investimento da 81 milioni

Giacomo Galanti
·Giornalista, HuffPost Italia
·2 minuto per la lettura
(Photo: Handout . / Reuters)
(Photo: Handout . / Reuters)

Il Cda di Invitalia ha approvato il contratto di Sviluppo presentato da Reithera che finanzia un investimento industriale e di ricerca da 81 milioni di euro. Gran parte dell’investimento, 69,3 milioni, sarà destinato alle attività di Ricerca&Sviluppo per la validazione e produzione del vaccino anti-covid. La restante quota (11,7 milioni) sarà utilizzata per ampliare lo stabilimento di Castel Romano (RM), dove sarà prodotto. È quanto si legge in una nota.

Se le procedure e i test di sicurezza ed efficacia sul vaccino italiano Reithera andranno a buon fine, la fase 2 e la fase 3 dovrebbero concludersi, a quanto si apprende, a giugno. Successivamente è prevista la procedura di approvazione da parte delle Autorità di vigilanza sia europee che italiane per poter somministrare il vaccino.

Le agevolazioni concesse, in conformità alle norme sugli aiuti di Stato, ammontano a circa 49 milioni di euro: 41,2 milioni a fondo perduto e 7,8 milioni di finanziamento agevolato. Inoltre, in attuazione delle previsioni dell’articolo 34 del decreto-legge 14 agosto 2020, Invitalia acquisirà una partecipazione del 30% del capitale della società, a seguito di un aumento del capitale di Reithera. Reithera ha già concluso, anche grazie ad un finanziamento della Regione Lazio ed in collaborazione con l’Istituto Spallanzani, la Fase I della sperimentazione, che ha dimostrato la sicurezza e l’“immunogenicità” del vaccino.

La capacità produttiva prevista a regime è pari a 100 milioni di dosi all’anno. Si prevedono, inoltre, 40 nuove assunzioni. “E’ un accordo importante per ridurre la dipendenza del nostro Paese in un settore delicatissimo per la tutela della salute dei nostri cittadini” - spiega Domenico Arcuri, Commissario straordinario per l’emergenza Covid e Amministratore delegato di Invitalia. &ldquo...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.