Vaccino dagli 5 agli 11 anni. Il parere di Oms e Iss. Cosa dicono gli studi sull’efficacia

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vector illustration of toddler defending while having vaccination (Photo: id-work via Getty Images)
vector illustration of toddler defending while having vaccination (Photo: id-work via Getty Images)

Dopo gli Stati Uniti, anche Israele ha dato il via libera alla vaccinazione dei bambini dai 5 agli 11 anni con dosi Pfizer/BioNtech nella speranza di arginare la pandemia di Covid-19. Dalla Food and Drug Administration, ente regolatorio statunitense, era arrivato il primo lasciapassare per gli under 12, mentre è in corso la valutazione da parte dell’Agenzia europea dei medicinali e dunque di un responso anche per l’Italia. C’è chi non aspetta il parere dell’Ema: Vienna sarà la prima città europea a mettere a disposizione vaccini Pfizer per i bambini fra i 5 e gli 11 anni. In Austria la situazione risulta molto complicata. Sabato è stato registrato il record di 13mila contagi, mentre la copertura vaccinale è ferma al 65%. Uno dei livelli più bassi in Europa occidentale.

Il parere dell’Oms e l’Iss - Il direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, raccoglie l’appello del direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus: insensato il vaccino a bimbi e il booster a sani se chi rischia è senza. “Non ha senso dare la dose booster ad adulti sani o vaccinare i bambini, quando nel mondo ci sono operatori sanitari, anziani e altri gruppi ad alto rischio che stanno ancora aspettando la loro prima dose di vaccino anti-Covid. L’eccezione, come abbiamo detto, sono gli individui immunocompromessi” ha dichiarato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità. Eppure altri esperti segnalano l’urgenza. Da un rapporto della Società italiana di Pediatria (Sip) e dell’Associazione ospedali pediatrici italiani (Aopi) è emerso come siano in aumento i bambini positivi al Covid-19: “Da un confronto con i dati pubblicati dall’Iss il 25 agosto, emerge che in poco più di due mesi, per la sola fascia di età 6-10 anni, c’è stato un incremento pari a 24.398 casi. Oltre all’aumento dell’incidenza dei casi in tutte le fasce di età, si rileva, in particolare un’incidenza più elevata nella popolazione di età sotto i 12 anni, attualmente non eligibile per la vaccinazione”. Per questo è necessaria la vaccinazione finalizzata “a scongiurare ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus pandemico sostenute da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità”.

Cosa dicono gli studi sull’efficacia - Il vaccino della Pfizer è “sicuro, ben tollerato” e ha prodotto una risposta immunitaria “robusta” nei bambini di età compresa tra i cinque e gli 11 anni, secondo gli studi condotti dalla stessa azienda. Scatena una forte risposta immunitaria nei bambini di questa fascia d’età, comparabile a quella dei ragazzi tra i 16 e i 25 anni. L’efficacia nel prevenire la covid si è attestata al 90,7%, e gli studi condotti su oltre 3.000 bambini non hanno rilevato alcun effetto secondario grave. Moderna ha annunciato risultati positivi per il suo vaccino anti Covid sui bambini tra i 6 e gli 11 anni. I test clinici condotti su oltre 4700 bambini di questa fascia d’età hanno mostrato una risposta immunitaria “robusta” a livello di anticorpi, e un profilo di sicurezza “favorevole”, ha assicurato Moderna in una nota. “Il vaccino per i bambini dai 6 agli 11 anni è sicuro e produce una potente risposta immunitaria”, ha scritto l’azienda nella nota, “Le due dosi da 50 microgrammi sono state complessivamente ben tollerate e hanno mostrato una robusta e neutralizzante risposta anticorpale soddisfacendo gli obiettivi di immunogenicità preposti”.


Com’è la situazione in Italia? - “La maggior parte degli esperti ha ritenuto che i benefici di questa vaccinazione per i bambini sarebbero stati maggiori dei rischi, il che ha portato alla decisione di autorizzare il vaccino per queste età”, ha spiegato il ministero della Salute israeliano in una nota. Mentre in Italia sono molti ad auspicare che lo stesso percorso venga attuato qui nei tempi più brevi possibile. A dicembre, secondo le stime, dovrebbe arrivare il via libera dell’Ema, con il conseguente responso dell’Aifa. “Spero che a breve sia possibile vaccinare anche i bambini, non appena ci sarà il via libera da parte dell’Ema, considerando che anche per loro il Covid non è una passeggiata e ha degli effetti a lungo termine”, dice Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, in un’intervista a iNews24, “Uno su mille ha la sindrome infiammatoria multisistemica che crea problemi. I più piccoli sono colpiti dalla variante Delta, quindi vaccinandoli si ridurrebbero molte probabilità di contagi. Vanno vaccinati anche per mantenere aperta la scuola, perché cominciano ad esserci molte classi in quarantena”.

Cosa dicono gli esperti in Italia -Finora vaccinare i bambini è stata considerata una scelta dettata dall’epidemiologia: sembrava che i bambini contraessero il covid senza sintomi gravi, ma potevano diffonderlo e infettare categorie più a rischio. Proteggerli con il vaccino avrebbe significato proteggere l’intera comunità e alzare un argine in più contro l’epidemia. Le cose sono però cambiate: se i bambini avevano sostenuto bene l’impatto della variante Alfa, davanti alla Delta sono più indifesi. Per Guido Rasi, consulente del Commissario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, i bambini possono dare un contributo alla diffusione del virus, ma la protezione del vaccino ”è soprattutto per loro stessi perché vediamo che, purtroppo, la variante Delta in questa quarta ondata non risparmierà neanche loro”.

“I bambini entro il primo anno di vita ricevono l’esavalente che contiene sei vaccini: difertite, tetano, pertosse, epatite B, poliomelite e Haemophilus influenzae. Perché bisognerebbe temere la puntura che ora gli proponiamo per metterli al sicuro?” si chiede sul Corriere della sera Paolo Rossi, capo del dipartimento di pediatria dell’ospedale Bambino Gesù. Sempre sul quotidiano, frena Maurizio Bonati, dell’Istituto Mario Negri: “Vaccinare i bambini di 5-11 anni non è una priorità. Abbiamo tempo per decidere. Aspettiamo che si faccia chiarezza”. Bonati precisa che “il vaccino è efficace, non ha controindicazioni, abbiamo dati sulla sua sicurezza a breve termine”, tuttavia “i bambini se prendono l’infezione accusano sintomi lievi. Dal 2020 ne sono morti 16 ma per altre patologie concomitanti. Il rischio è migliaia di volte inferiore pur tenendo conto delle rarissime sindromi infiammatorie multisistemiche (Mis-c), espressioni tardive del Covid”. Dunque “consiglierei di aspettare, non c’è fretta”.

La situazione nel mondo - Le indicazioni della Fda riguardo le dosi per i bambini prevedono un terzo dell’attuale vaccino Pfizer e un decimo del Moderna: per tutte e due i vaccini si prevede quindi una dose di 10 milligrammi invece di 30 e 100, rispettivamente. Sul vaccino anti-Covid ai bimbi dai 5 agli 11 anni “siamo in attesa di un pronunciamento definitivo di Ema, l’auspicio è che possa arrivare nel mese di dicembre”, ha affermato il ministro della Salute aggiungendo che sul tema “le disposizioni del Governo italiano e dell’Aifa saranno successive a questo pronunciamento” dell’Agenzia europea del farmaco. In Cina si procede con Sinovac anche per la fascia 3/17, autorizzato a giugno. Cuba ha cominciato invece a settembre a somministrare i suoi Abdala e Soberana ai giovani dai 2 ai 18 anni, mentre all’inizio di agosto anche gli Emirati Arabi Uniti hanno iniziato a somministrare il vaccino cinese Sinopharm ai bambini dai 3 ai 17 anni.

A partire da oggi, secondo le informazioni della rete televisiva OR, dovrebbe iniziare un progetto pilota di vaccinazione dei bambini tra 5 e 11 anni. Sarà limitato alla città di Vienna e riguarderà 200 piccoli al giorno: a loro verrà somministrata una dose del vaccino Pfizer/BioNTech. In Austria il livello di vaccinati è “vergognosamente basso”, ha sottolineato il cancelliere Alexander Schallenberg, annunciando una stretta “non a cuor leggero ma purtroppo necessaria”: l’entrata in vigore del lockdown per i non vaccinati. Ossia, l’obbligo di rimanere in casa per tutti i cittadini over 12 eccetto che per motivi di emergenza, per l’acquisto di beni di prima necessità, per fare esercizio fisico o per visite e cure mediche.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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