Vaccino e trombosi, nuova scoperta in Italia sulle cause

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Vaccino e trombosi, nuova scoperta in Italia sulle cause (Photo by Peter Kovalev\TASS via Getty Images)
Vaccino e trombosi, nuova scoperta in Italia sulle cause (Photo by Peter Kovalev\TASS via Getty Images)

Con il caso di trombosi in una ragazza di 18 anni a Genova, è tornata la psicosi sul vaccino AstraZeneca. Da un nuovo studio effettuato in Italia sono però emerse importanti novità. La sindrome da trombocitopenia trombotica immune indotta da vaccino è estremamente rara e può anche non condurre alla morte se individuata e trattata in tempo, secondo uno studio sulla correlazione tra vaccini e decessi messo a punto da un team guidato da Cristoforo Pomara, direttore dell'Istituto di Medicina legale del Policlinico universitario catanese e ordinario di Medicina legale dell'Università di Catania.

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"Da una revisione della letteratura - ha affermato Pomara - emerge che ad oggi siamo tra i pochi in Italia ad aver pubblicato i risultati relativi ad indagini post mortem in casi del genere. Se guardiamo all'esecuzione di indagini immunoistochimiche, possiamo affermare di essere stati gli unici a livello mondiale ad aver eseguito accertamenti di questo tipo. In quest'ottica è fondamentale rimarcare il ruolo cruciale che l'autopsia riveste in casi similari...L'accertamento autoptico resta una eventualità e non un obbligo: al contrario, noi siamo fermamente convinti che non si possa prescindere dallo stesso al fine di definire il nesso di causalità".

"Sulla base delle evidenze scientifiche, i risultati condotti su soggetti in cui è stato accertato il nesso di causalità tra somministrazione vaccinale e decesso mostrano la presenza costante di micro-trombi diffusi e aree emorragiche a livello encefalico. I meccanismi alla base di questa sindrome denominata trombocitopenia trombotica immune indotta da vaccino, o VITT, sono ancora in via di definizione", ha spiegato il ricercatore.

"Il meccanismo più probabile è che a seguito della somministrazione vaccinale, in rarissimi soggetti vi sia la produzione di anticorpi che legano PF-4, il potente fattore di attivazione delle piastrine, generando una serie di eventi che porta all'exitus del paziente nei casi più gravi. La grande sfida per la comunità scientifica nella lotta contro il Covid-19 è rappresentata dal successo della campagna di vaccinazione globale e, in questa luce, è importante fornire prove scientifiche per dissipare i dubbi dell'opinione pubblica, che finirebbero per rallentare questo processo. Pertanto, è opportuno evidenziare che i dati raccolti fino ad ora confermano l'estrema rarità della VITT e soprattutto la possibilità di diagnosticarla in tempo e trattarla in modo che non sia fatale", ha concluso Pomara.

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