Vaccino, l'Ema avvisa: "Non possiamo continuare con booster ogni 3-4 mesi"

·3 minuto per la lettura
- (Photo: PIETER STAM DE JONGEEPA)
- (Photo: PIETER STAM DE JONGEEPA)

Il via libera dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) ai vaccini aggiornati per la variante Omicron potrebbe arrivare “in aprile-maggio”. Lo ha annunciato il capo della strategia vaccinale dell’Ema, Marco Cavaleri, in conferenza stampa rispondendo a una domanda dell’Ansa, precisando che bisogna ancora analizzare se sia necessaria una “discussione globale” su nuove dosi e se “inseguire il virus invece di anticiparlo” sia “la strategia giusta nell’interesse della salute pubblica”.

“Non possiamo continuare con booster ogni 3-4 mesi”, ha specificato Cavaleri. “Non abbiamo ancora dati sulla quarta dose per poterci esprimere, ma ci preoccupa una strategia che prevede di andare avanti con le vaccinazioni a distanza di poco tempo”, ha spiegato. “Ovviamente quando si tratta di vulnerabili, e persone immunodepresse, è un caso diverso e per loro la quarta dose più essere considerata già da ora”, ha aggiunto il capo della strategia vaccinale dell’Agenzia europea dei medicinali.

La Omicron “sta diventando rapidamente la variante dominante” e “sembra causare un’infezione meno grave ma servono altri dati”, ha proseguito Cavaleri definendo la variante “un potenziale fardello per gli ospedali, da non sottovalutare”.

Con il diffondersi di Omicron “il Covid sta diventando più endemico, ma non possiamo ancora dire di essere in quella fase: si comporta ancora come un virus pandemico”, ha detto ancora il capo della strategia vaccinale dell’Ema, sottolineando che con l’aumentare delle persone immunizzate per aver contratto la malattia “si aprono nuovi scenari”.

La cosiddetta “immunità ibrida”, cioè le persone che si vaccinano dopo l’infezione naturale, “aumenta la protezione” contro il contagio da Covid-19, ha affermato Cavaleri. “Nel caso contrario - ha spiegato -, cioè la dose di richiamo per persone che si sono prima vaccinate e in seguito infettate, non abbiamo molti dati ma credo che questo non sia problematico dal punto di vista della sicurezza”.

Per quanto riguarda i vaccini c’è alta protezione da sintomi gravi e ricoveri, nonostante l’elevato grado di contagiosità della nuova variante. “Studi condotti in Sud Africa, Regno Unito e alcuni Paesi della Ue mostrano” che con i vaccini c’è “un rischio inferiore di essere ricoverati in ospedale dopo l’infezione da Omicron”. Lo spiega l’Agenzia europea del farmaco (Ema), precisando che anche con Omicron “i dati provenienti dal Sud Africa mostrano che le persone che hanno ricevuto due dosi hanno una protezione fino al 70%” e “dati del Regno Unito mostrano che, mentre la protezione diminuisce pochi mesi dopo la vaccinazione, aumenta di nuovo fino al 90% dopo un’iniezione di richiamo”.

I risultati pubblicati di recente, aggiunge l’Ema, mostrano che l’efficacia del vaccino contro le malattie sintomatiche è comunque “inferiore per Omicron rispetto ad altre varianti e tende a diminuire nel tempo”, perciò ”è probabile che più persone vaccinate sviluppino una malattia dovuta a Omicron” ma con “un elevato livello di protezione contro infezioni gravi e ospedalizzazioni”.

Antivirali orali come Paxlovid e, per via endovenosa, come il Remdesivir “mantengono la loro efficacia contro Omicron e possono aiutare a limitare il carico di malattia associato a questa variante”. Lo ha detto il capo della strategia vaccinale dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), Marco Cavaleri, in conferenza stampa.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli