Vaccino russo: bloccate le somministrazioni in Brasile e gravi risultati emersi

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vaccino sputnik bloccato brasile
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Il vaccino russo Sputnik V è stato bloccato in Brasile in quanto l’adenovirus di cui è formato è capace di replicarsi all’interno dell’organismo. La valutazione da parte dell’agenzia nazionale brasiliana è stata svolta a seguito di una richiesta da parte di nove stati del Paese sudamericano.

Vaccino Sputnik V bloccato in Brasile: virus riproducibile

Da mesi si discute, anche nel nostro Paese, circa la valenza del vaccino anti-Covid russo, Sputnik V. Il siero caratterizzato da doppio vettore virale basato su due adenovirus non replicanti–ricombinanti chiamati rAd26-S ed rAd5-S. Questi tipi di vaccini, come lo Sputnik anche l’AstraZeneca e il monodose Johnson & Johnson, hanno la capacità di rendere innocui gli adenovirus che, grazie all’ingegneria genetiva, eviterebbe il loro replicarsi nell’organismo e li trasformerebbe in semplici “navette di trasporto” utili a consegnare l’informazione genetica del Coronavirus.

In Brasile, però, la somministrazione del vaccino russo Spurtnik è stata bloccata dall’ANVISA, l’ente nazionale deputata alla regolamentazioni dei farmaci. Secondo gli approfondimenti attuati su nove stati del Paese, è emerso che la documentazione del vaccino pecca di vizi e si presenta incompleta. Ma il dato ancora più critico è che i campioni del vaccino analizzati avevano virus replicato al proprio interno.

Quindi, il vaccino avrebbe replicato il proprio adenovirus all’interno del corpo dei pazienti che si sarebbero sottoposti all’inoculazione. È evidente, grazie agli studi svolti in Brasile, che nella produzione del siero russo ci sia una procedura problematica e non conforme alle regole. Per questo motivo, gli stati del paese sudamericano hanno deciso di respingere l’acquisto dei lotti dello Sputnik V.

Vaccino Sputnik bloccato, il Brasile afferma criticità gravi

Il punto più grave della situazione sarebbe la presenza di adenovirus replicanti all’interno del vaccino russo. Secondo quanto dichiarato dal prof. Gustavo Mendes, direttore generale dei farmaci e dei prodotti biologici dell’ANVISA, “Ciò significa che il virus che dovrebbe essere utilizzato solo per trasportare il materiale genetico del coronavirus alle cellule umane e promuovere la risposta immunitaria può replicarsi. Questo è un grave caso di non conformità“.

Una volta somministrato, lo Sputnik potrebbe causare malattie e “accumularsi in specifici tessuti del corpo, come i reni. Ulteriore criticità sarebbe quella della “non conformità che fra le altre cose ha un impatto sulla sterilità del farmaco“.

Vaccino Sputnik bloccato in Brasile: l’Italia conferma la gravità

In queste ultime settimane si è molto discusso sulla possibilità di importare il vaccino russo anche nel nostro Paese. Un problema che coivolge in prima battuta gli enti preposti, come Aifa e l’Ema, che non hanno mai certificato in maniera positiva lo Sputnik. Dopo le analisi svolte in Brasile e i gravi risultati emersi, il virologo Roberto Burioni ha affermato con forza ha pericolosità del siero russo.

Il problema di “Sputnik” sembra essere grave – ha affermato il divulgatore scientifico. Il vaccino dovrebbe essere costituito da virus incapace di replicarsi, mentre TUTTI i campioni analizzati in Brasile contenevano virus IN GRADO DI REPLICARSI. Non stupisce la bocciatura all’unanimità“.