Vaccino Sputnik, Clementi: "Dati aprono nuovi scenari"

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"I dati pubblicati sul vaccino anti-Covid russo Sputnik mostrano risultati straordinari. Chi aveva avanzato dubbi e riserve è rimasto con un palmo di naso. I dati sono interessanti anche per gli scenari che aprono, ci hanno fatto infatti capire meglio il razionale di usare due vettori diversi per la prima e la seconda dose: impedire una risposta anticorpale nei confronti del vettore, una sorta di resistenza che potrebbe limitarne l'efficacia. E' la prima volta che si usa questa modalità e ha dato l'ispirazione agli inglesi per la loro sperimentazione sul mix di vaccini di aziende diverse, un tipo per la prima e uno per la seconda dose". E' l'analisi di Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'ospedale San Raffaele di Milano, e docente nello stesso ateneo.

"Sebbene a volte rimanga stupito da certe ingenuità, degli inglesi ammiro il coraggio intellettuale - dice all'Adnkronos Salute - Ora sono curioso di vedere i risultati sulla sperimentazione condotta sulle prime 800 persone, volontari ai quali sono stati somministrati due diversi vaccini. Ci fanno vedere che in una situazione difficile come questa che stiamo vivendo, in cui le soluzioni classiche stentano ad avere risultati, bisogna buttare il cuore oltre l'ostacolo e inventarsi qualcosa di nuovo".

Un altro "laboratorio a cielo aperto" al quale guarda Clementi è Israele: "Da loro dobbiamo imparare che i vaccini vanno fatti in quel modo. Hanno dato dimostrazione di un'organizzazione impeccabile. E quel che si vede è che c'è già un'incidenza notevole sulla curva epidemica che adesso sta iniziando a consolidarsi, via via che aumentano i vaccinati. Non solo la gente non ammala, ma si modifica l'epidemiologia dell'infezione. Se con il lockdown si ottiene un beneficio transitorio, con la vaccinazione è duraturo perché le persone sono immuni".