Vaccino Sputnik, esperti Ema in Russia il 10 aprile

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·2 minuto per la lettura

Il team di esperti dell'Ema arriverà in Russia il 10 aprile per controllare i test del vaccino contro il coronavirus Sputnik V. Lo ha reso noto il ministro della Salute russo Mikhail Murashko.

"Un team di esperti dell'Ema arriverà il 10 aprile per controllare i test clinici condotti nel nostro Paese", ha detto in una riunione del governo sulle questioni relative alla vaccinazione, a quanto riporta la Tass.

L'11 agosto 2020, la Russia ha registrato il primo vaccino al mondo contro il nuovo coronavirus. Il vaccino, soprannominato Sputnik V, è stato sviluppato dal Gamaleya National Research Center for Epidemiology and Microbiology del Ministero della Salute russo. È un vaccino vettore basato sull'adenovirus umano.

"Confidiamo in una rapida conclusione delle valutazioni dell'Ema" sul vaccino russo Sputnik V, "senza politicizzazioni e senza un'eccessiva burocrazia" ha detto l'ambasciatore russo a Roma, Sergei Razov, intervenendo a una tavola rotonda sul vaccino Sputnik con esperti italiani e russi, organizzata dal Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif), dal Foro di dialogo italo-russo e dall'Istituto Gamaleya. Razov ha citato le parole pronunciate ieri dal presidente Vladimir Putin, che ha sottolineato "l'importanza degli sforzi e dello sviluppo della cooperazione internazionale" nella lotta contro il Covid "e questo è molto attuale nel contesto della sinergia tra Italia e Russia".

Mosca "è aperta a ogni forma di collaborazione" con l'Italia sul vaccino russo Sputnik V, la cui "efficacia è stata riconosciuta a livello mondiale", "noi non imponiamo niente" ha poi ribadito l'ambasciatore russo, secondo cui la Federazione "è pronta a qualunque cosa sia necessaria, a fornire il vaccino, ad organizzare la produzione in territorio italiano, a sviluppare ricerche". Quello che deve essere chiaro, ha scandito, "è che noi non imponiamo niente a nessuno".

"All'ambasciata - ha raccontato - arrivano richieste dalle regioni, da enti, da società per l'acquisto del vaccino o per offrire la produzione in Italia. La nostra posizione è assolutamente trasparente, siamo aperti a tutte le forme di collaborazione reciprocamente accettabili, comprendendo che le richieste devono essere indirizzate attraverso canali governativi ufficiali, non vogliamo introdurre elementi di dissonanza tra le autorità regionali e quelle nazionali". Razov ha quindi confermato che la Russia "è particolarmente interessata ai contatti tra l'Istituto Gamaleya", che ha sviluppato Sputnik V, "e l'Istituto Spallanzani di Roma, contiamo di firmare a breve un memorandum tra i due Istituti".

"E' fondamentale, nell'interesse di tutti, che queste procedure di verifica sulla sicurezza e l'efficacia del vaccino russo Sputnik non siano condizionate da fattori politici, ma siano basate unicamente su valutazioni scientifiche, valutazioni che la collaborazione" tra l'Istituto russo Gamaleya e l'Istituto Spallanzani di Roma "potranno favorire", ha detto da parte sua l'ambasciatore italiano a Mosca, Pasquale Terracciano, intervenendo alla tavola rotonda.