Vaccino Sputnik, De Luca: "Aifa decida presto, siamo in guerra"

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·2 minuto per la lettura

Per combattere questa guerra contro il Coronavirus, sul vaccino russo Sputnik "l'Aifa deve essere richiamata a darsi tempi rapidi di decisione". Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. "Questo vaccino - ha ricordato - è stato già utilizzato a San Marino e in altri 60 Paesi del mondo, ha una copertura del 92%, è stato valutato positivamente da una rivista scientifica fra le più autorevoli al mondo e credo che lo Spallanzani stia facendo con i ricercatori russi un lavoro di verifica".

"Diamoci tempi di verifica e decisione coerenti con l'eccezionalità della situazione - ha aggiunto De Luca -. Se chiudiamo questa partita nell'arco di un mese, avremo la possibilità noi e tutti i cittadini italiani di poter contare su una quantità di vaccini davvero importante in una condizione di sicurezza. Quindi sollecitiamo Governo e Aifa a muoversi, perché sono tempi di guerra, non di ordinaria amministrazione".

Inoltre, ha detto ancora il governatore campano in merito alla stipula del contratto per la fornitura del vaccino russo Sputnik, "riteniamo che questa scelta che abbiamo fatto possa aprire una strada per l'Italia, cioè può essere un esperimento al servizio dell'Italia se la cosa va bene".

"Per quel che ci riguarda, ovviamente - ha aggiunto De Luca - siccome investiamo risorse della Regione per avere un vaccino aggiuntivo, una volta coperte le esigenze dei nostri concittadini, metteremo a disposizione di tutti i nostri concittadini del nostro Paese la quantità di vaccini che dovessimo ricevere dalla casa produttrice dello Sputnik. Intendiamo muoverci in un contesto di solidarietà nazionale e aiuto reciproco, anche se l'investimento lo facciamo noi. Se dovessimo avere una disponibilità importante oltre la copertura dei nostri concittadini, daremo tutto quello che è possibile a tutti i nostri concittadini che avranno bisogno di avere dosi ulteriori di vaccino".

De Luca ha parlato di "scelta di civiltà, di solidarietà nazionale ma anche un modo per prepararci. Non possiamo stare in una situazione nella quale siamo oggetto di ricatti, così si chiamano, da parte di altre aziende produttrici. Non è possibile, dobbiamo avere la possibilità di programmare con certezza le campagne di vaccinazione".

Infine, "cerchiamo di essere responsabili nel periodo di Pasqua. Se ci diamo alla pazza gioia per una settimana, fra un mese e mezzo, due mesi dovremo richiudere tutto" ha detto il presidente della Regione. "Cerchiamo di essere responsabili - ha aggiunto - stringiamo i denti ma cerchiamo di capire che qualche sacrificio in più ci serve per poter aprire, ma per sempre, non aprire e poi chiudere, che è il meccanismo delle mezze misure seguito dal Governo precedente che ha esaurito gli italiani e le categorie economiche".