"Vaccino Sputnik prodotto a luglio in Italia? Balle spaziali"

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10 milioni di dosi del vaccino anti covid Sputnik V prodotte a luglio in Italia? "Balle spaziali". Così all'Adnkronos/Labitalia Antonio Di Naro, presidente e fondatore di Adienne, la società che ha raggiunto l'accordo per la produzione in Brianza del vaccino russo. "Noi - spiega - abbiamo firmato un mese fa questo accordo con il Fondo di investimento russo. Ora siamo in una fase di trasferimento tecnologico pertanto non siamo in grado di dire quando inizierà la produzione e per quali quantità. Tutte le informazioni che circolano sui media che Adienne a luglio produrrà 10 milioni di dosi sono balle". E ancora: "Parliamo di balle spaziali, come diceva Mel Brooks. Tengo a precisare che nei giorni scorsi l'unica intervista rilasciata è stata quella a Bloomberg, smentisco tutto il resto che è uscito", afferma Di Naro.

A regime "produrremo milioni di dosi di Sputnik ma non so quante di preciso, perché ancora non conosco la resa", puntualizza Di Naro. E sugli investimenti per la produzione del farmaco nello stabilimento in Brianza sottolinea: "L'azienda non è quotata, è posseduta esclusivamente dal sottoscritto, è profittevole da quando è nata, e cioè da 16 anni consecutivi. Non ci sono grossi investimenti da fare, solo di ampliamento perché è un prodotto in più che arriva. I bioreattori già li abbiamo. Attualmente siamo circa 80 persone, ne prenderemo una decina in più", spiega.

Il fondatore e presidente di Adienne indica poi gli step per arrivare alla produzione del vaccino: "Stiamo importando ancora la 'ricetta', dobbiamo fare i batch, chiamare le autorità per fargli vedere i risultati di questi batch, farci ispezionare, attendere una loro risposta, e poi se la loro risposta sarà positiva inizieremo a produrre dei lotti commerciali. Non so quando inizieremo a produrre questi lotti commerciali. E' mio obiettivo comunque riuscire ad arrivare entro la fine dell'anno e avere già avuto l'ispezione".

"Se Sputnik non entra nella campagna vaccinale europea buon per l'Europa, vuol dire che ne abbiamo. Ci sono tanti altri Paesi che hanno bisogno del vaccino, non c'è solo l'Europa", sottolinea poi Di Naro sulle polemiche circa l'uso del vaccino nella campagna vaccinale in Europa.

"Siamo stati messi in contatto tramite la Camera di commercio Italia-Russia con il fondo sovrano russo. Ci siamo conosciuti, stavano cercando un produttore in Europa, c'erano altri candidati e siamo stati selezionati noi. La produzione? Se iniziamo a produrre Sputnik le linee saranno impegnate con Sputnik. Il fondo sovrano vuole che si lavori su turni di 24 ore", spiega ancora su come è nato l'accordo con il fondo sovrano russo per la produzione in Italia, nello stabilimento di Caponago vicino Monza, del vaccino russo e su quelle che saranno le modalità di produzione. E Di Naro chiarisce che i russi sono stati "i primi a cercarci per la produzione di un vaccino nel nostro stabilimento. Se ci avessero cercato altri? Certo, saremmo stati disponibili a produrre anche altri vaccini nel nostro stabilimento", sottolinea. Dopo l'accordo con i russi per Adienne sarebbe possibile "in teoria prendere la produzione di altri vaccini ma si devono studiare bene i tempi di produzione di questi altri vaccini perché non si devono accavallare con i tempi di Sputnik", avverte.

"Oggi - continua - noi siamo un'azienda che si occupa di farmaci 'orfani', quindi per malattie rare, abbiamo dei prodotti registrati per il trattamento nei trapianti di midollo".

"E siamo un'azienda che ha prodotti che brevetta, che porta dalla ricerca allo sviluppo, con un manufaturing. E sono molto orgoglioso di questa attività perché sono partito da zero, da solo, e ho costruito tutto questo da solo, in 16 anni", conclude Di Naro. (di Fabio Paluccio)