Vaia: "Non vedo la necessità di vaccinare i bambini sani"

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ROME, ITALY - AUGUST 25: Francesco Vaia medical director of the institute for infectious diseases Lazzaro Spallanzani attends a press conference with Nicola Zingaretti (Not in picture) President of the Lazio region during rapid antigenic tests for Covid-19 to passengers arriving from high-risk countries at a testing station set up inside Leonardo Da Vinci airport, on August 25, 2020 in Fiumicino, Rome, Italy. The region has introduced mandatory COVID-19 tests for anyone arriving from Croatia, Greece, Spain and Malta to avoid a spike of new cases. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
ROME, ITALY - AUGUST 25: Francesco Vaia medical director of the institute for infectious diseases Lazzaro Spallanzani attends a press conference with Nicola Zingaretti (Not in picture) President of the Lazio region during rapid antigenic tests for Covid-19 to passengers arriving from high-risk countries at a testing station set up inside Leonardo Da Vinci airport, on August 25, 2020 in Fiumicino, Rome, Italy. The region has introduced mandatory COVID-19 tests for anyone arriving from Croatia, Greece, Spain and Malta to avoid a spike of new cases. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

“Se un bambino è sano non vedo la necessità di vaccinarlo” ha affermato a Libero Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani, l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive, sull’ipotesi di vaccinazione ai bambini tra i 5 e gli 11 anni. Per avviare l’operazione bisognerà aspettare il via libera dell’Ema, l’agenzia che controlla il farmaco in Europa, dopodiché le somministrazioni di Pfizer (Moderna ha presentato la domanda) potrebbero iniziare a metà dicembre. “Il punto è sempre il calcolo tra rischi e benefici” ha spiegato Vaia. “Qualsiasi farmaco può dare effetti collaterali, la strategia corretta è evitare il rischio quando, anche se basso, non è indispensabile. Se un bambino ha già di suo delle altre patologie gravi, conviene vaccinarlo, per proteggerlo da un virus che, associato ad altre malattie, può rivelarsi grave”.

Una posizione, quella di Vaia, che si pone in controtendenza rispetto a quella di Franco Locatelli, coordinatore del comitato tecnico scientifico. Ospite da Lucia Annunziata, Locatelli ha caldeggiato la somministrazione ai bambini “per tutelare la loro socialità, i loro percorsi educativi-formativi e per mantenere le scuole aperte”. Per Vaia, invece: “I bambini hanno una vita sociale meno intensa degli adulti, frequentano poco o affatto i mezzi pubblici, stanno per lo più in ambienti protetti dove tutti sono vaccinati, come le scuole. Si dice che i piccoli si contagiano e contagiano anche gli altri ma analizzando i dati non si può dire che al momento la loro incidenza sul propagarsi del virus sia forte. Vaccinare i bambini per proteggere gli anziani? La solidarietà sociale da chi ha meno di dodici anni rasenta l’ideologia e il fanatismo. Il vaccino non va fatto ai bambini per impedirgli di contagiare gli adulti, ma solo se sono fragili di loro”.

Vaia si è poi espresso sui no vax: “Sono una minoranza. Bisognerebbe piuttosto spingere a tavoletta sulla terza dose, nelle fasce di popolazione fragili, negli over 80, nei sanitari, in coloro che hanno rapporti con il pubblico, e convincere soprattutto chi non ha completato il ciclo vaccinale, ancora troppi. Dobbiamo dare la certezza all’opinione pubblica - continua l’esperto - che chi si vaccina non fa una cortesia a nessuno se non a se stesso e ai propri parenti e amici”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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