Vaia, Zaia: ripartiamo da Serrai Sottoguda e il Lago di Alleghe

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Venezia, 1 ott. (askanews) - A un anno dalla "piu' grande tragedia" che ha colpito il Veneto tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre del 2018 quella tempesta Vaia che devastò la montagna dell'agordino, la Regione Veneto presenta due progetti di recupero e bonifica dei Serrai di Sottoguda e del Lago di Alleghe.

"I risultati ci sono - ha sottolineato il presidente del Veneto e Commissario delegato, Luca Zaia nel corso di una conferenza stampa nella sede della Regione a Venezia - abbiamo messo in cantiere 1746 opere che entrano nella mia gestione commissariale. Al lavoro c'è stata una squadra affiatata: 35 societa' come soggetti attuatori 96 comuni e 5 province in 4 mesi sono stati avviati mille contratti".

Il Governatore ha, quindi illustrato, lo stato dell'arte dei lavori."Abbiamo investito e messo a cantiere i 377 milioni della prima tranche, una delle tre, messe a disposizione dallo Stato per ristorare i danni. Ci sono due grandi opere : il Lago di Alleghe e i Serrai di Sottoguda che faremo piu' belli di prima".

Dovranno giungere ulteriori risorse dallo Stato per consentire al territorio di ripartire. "La promessa sulla carta da parte di Roma - ha avvertito Zaia - e' di avere un miliardo di euro in tre anni; stiamo facendo i conti mancheranno ancora delle cifre per chiudere bene la partita anche perché abbiamo 100 mila ettari di bosco interessato dei quali 28 mila letteralmente rasi al suolo". Quella del ristoro dei danni prodotti da Vaia è "una partita complicata - ha proseguito il presidente del Veneto - soprattutto per l'impegno che implica nello spostare i molti detriti, parliamo di 25 mila camion di detriti per intenderci.Siamo stati molto veloci rispetto alle tempistiche che ci avevano dato visto che noi a settembre avevamo già appaltato i 377 milioni. Direi cha a fine 2020 vedremo l'80 per cento delle opere già sistemate".

"Il pubblico funziona da noi - ha concluso Zaia- e per questo chiediamo l'autonomia che è sinonimo di assunzione di responsabilità che siamo in grado di esercitare, del resto non ci sarebbe un veneto disposto a cedere la sanità, gestita dalla Regione, a Roma", ha concluso.