Vaiolo delle scimmie: cosa sappiamo della diffusione in Italia

Salgono a tre i casi confermati in Italia di vaiolo delle scimmie e si trovano tutti all'Istituto di malattie infettive Spallanzani di Roma. Si tratta di persone che hanno avuto contatti con il caso zero, un uomo che è rientrato dopo un soggiorno alle Isole Canarie. Lo ha riferito l'assessorato alla sanità della Regione Lazio.

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“Al momento nel nostro Paese non si registra una situazione di allarme ed il quadro è sotto controllo", ha riferito all'ANSA Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell'Iss.

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"Il ministero della Salute sta monitorando attentamente i casi di vaiolo delle scimmie segnalati in Italia e che sarebbero al momento pochi e ha allertato le Regioni per un tracciamento degli eventuali casi - ha dichiarato Palamara, che ha aggiunto - Anche l'Istituto superiore di sanità (Iss) ha attivato una task force per seguire al meglio l'evoluzione della situazione”.

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Teniamo alto il livello di attenzione grazie alla nostra rete di sorveglianza europea e nazionale", ha dichiarato ieri il ministro della Salute Roberto Speranza a Berlino per la riunione dei ministri del G7. "Massima attenzione, ma nessun allarme eccessivo", ha rincarato il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. "La raccomandazione è quella di rivolgersi al medico di fiducia nel caso in cui si avvertano i sintomi specifici di questa malattia, ed in particolare la comparsa sulla pelle di vescicole tondeggianti, specie se accompagnate da dolori muscolari, febbre o cefalea", ha sottolineato il sottosegretario.

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Come ha precisato lo Spallanzani, la trasmissione del virus "può avvenire attraverso le goccioline di saliva e il contatto con le lesioni o i liquidi biologici infetti". Ecco perché, sebbene la situazione sia sotto controllo, l’Istituto ha raccomandato “prudenza nei contatti stretti o sessuali che presuppongano uno scambio di fluidi corporei, soprattutto se sono presenti lesioni cutanee o sintomi febbrili".

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