Valditara (Lettera 150): "scuole riaprano ma Mi fornisca dati precisi, sì a tamponi obbligatori per rientro dopo Pasqua"

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"Noi siamo a favore della riapertura della scuola dell'infanzia e delle elementari, chiediamo però dati precisi. Siamo infatti convinti che si decida sulla base di informazioni inadeguate. Si rendano dunque noti i dati epidemiologici all'insegna della trasparenza invocata anche da Mario Draghi". A parlare con l'Adnkronos è Giuseppe Valditara, giurista, fondatore e presidente di Lettera 150, il think tank nato durante il primo lockdown per proporre soluzioni efficaci contro la pandemia Covid 19 e per la ricostruzione del Paese, in prima linea nella battaglia per il pubblico accesso ai dati epidemiologici, forse prossima alla conclusione. In seguito al ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio è stata finalmente fissata la camera di Consiglio per l'istanza di accesso agli atti "il prossimo 15 giugno 2021", riferisce Valditara.

"Il problema è capire se queste aperture e chiusure delle scuole vengano effettuate sulla base di conoscenze di dati epidemiologici o per approssimazione - commenta - Sappiamo quanti genitori sono stati contagiati dai bambini di asilo o primarie? Ma il problema è più generale:" sappiamo quanti fra i vaccinati si sono ammalati? O quanti hanno avuto una ricaduta anche dopo aver contratto la malattia? Uno degli strumenti fondamentali per contenere il virus - spiega - sono i tracciatori il cui scopo è identificare i possibili contagiati: a Wuhan la cui popolazione è rapportabile a circa quella della Lombardia erano 10mila. E in Italia quanti ce ne sono? Fatte le proporzioni dovrebbero essere 60mila gli addetti che risalgono ai contatti di un contagiato. Quanti sono in realtà e soprattutto, come sono stati utilizzati? Sono stati forse 'tenuti in panchina'?".

E in attesa dei dati, i tamponi rapidi obbligatori potrebbero essere una modalità per riportare gli studenti in classe dopo Pasqua? "Sono uno strumento efficace se accompagnati all'uso costante della mascherina e possono essere resi obbligatori nel senso di non consentire l'ingresso senza tampone. Ma non sono le regioni o le amministrazioni locali (come nel recente caso della Provincia autonoma di Trento - ndr) a dover decidere. E' il Ministero dell'istruzione di concerto con quello della Salute che deve disporre. Noi chiediamo che il Governo prenda in mano anche su questo punto la gestione dell'epidemia. Deve essere l'Esecutivo a dettare la linea. Lo ha stabilito in ben due chiare sentenze la Corte Costituzionale. Basta con questa frammentazione della gestione della pandemia".

"Noi intanto stiamo elaborando un documento con un decalogo di proposte al Governo, una strategia per tenere a bada l'epidemia in attesa che i vaccini coinvolgano la gran parte della popolazione, una strategia che punti innanzitutto a ridurre la diffusione del contagio e la mortalità. Inoltre - conclude - bene il nuovo assetto del Cts, ma noi riteniamo debbano anche essere potenziate figure con competenze epidemiologiche, statistiche e giuridiche, utili per analizzare riflessi e ricadute dei vari provvedimenti. Abbiamo in passato fatto nomi al Governo come Parisi, Crisanti, Brasini, Contucci, Merler. Per il fronte giuridico proponiamo Claudio Zucchelli già presidente di sezione del Consiglio di Stato, che si è occupato per Lettera 150 dei dossier giuridici relativi alla gestione della pandemia ".

(di Roberta Lanzara)