Valeria Rossi: "Cantavo 'sole cuore e amore', ora lavoro all'anagrafe e insegno 'Stream yourself'"

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Valeria Rossi (Photo: Valeria Rossi)
Valeria Rossi (Photo: Valeria Rossi)

Cantava “Dammi tre parole, sole, cuore, amore” e ora? Quella di Valeria Rossi fu la seconda canzone più venduta dell’anno, dietro a Can’t get you out of my head di Kylie Minogue, vendette oltre centomila copie, le fece vincere il Festivalbar tra le nuove proposte. “Oggi lavoro nell’ufficio anagrafe” dice in un’intervista di Ernesto Assante pubblicata su Repubblica.

“Tutto durò due anni, piuttosto rocamboleschi dal punto di vista professionale. Perché alla fin fine era una professione inventata, anzi è difficile anche chiamarla professione, io ero un’autrice e sapevo ben poco di palcoscenici (...). Fu un’estate in immersione, nel senso che ero metaforicamente sott’acqua, totalmente travolta dalle cose che dovevo fare, promozione, interviste, televisioni, radio, tantissime cose arrivate all’improvviso che cambiavano completamente lo scenario della mia vita. Avevo la testa sotto la superficie, era difficile guardare su”.

E adesso racconta di essere realizzata:

Dopo aver scavato a fondo dentro di me e dopo esser giunta, infine, a trovare le mie risorse interiori, sto di fatto vivendo quella che ritengo essere la mia stagione migliore, che in parte corrisponde al sentirsi funzionale alla crescita dell’altro. Nel 2001 ero una ragazza che inconsciamente sapeva di poter dare tanto e che man mano, a furia di tentativi, nel corso del tempo ha capito come farlo. Ovviamente si parte, e si torna, sempre al cuore”. (...) Ho ripreso i libri della prima laurea, in diritto, ho fatto un concorso e sono stata assunta come ufficiale dello stato civile, redigo gli atti che afferiscono ai mutamenti di status delle persone. Ogni giorno ho a che fare con le vite delle persone, avevo voglia di andare nella pratica, nel concreto. E ora sto facendo una formazione specifica, in counseling a mediazione corporea”.

Ovvero?

“Provare a portare le persone ad ascoltare il proprio corpo, stabilire una relazione d’aiuto che sia psicologica ma che non trascuri il corpo e lo inserisca nella terapia. Ho una grandissima passione per l’insegnamento del metodo chiamato ‘Stream yourself’ che tramite un mix di tecniche vocali, funzionali, meditazione e bioenergetica, permette il risvegliarsi e l’amplificarsi di creatività e di vitalità in senso ampio, con mille applicazioni in più ambiti, da quello artistico a quello relazionale, fino a quello di medicina integrata”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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