Valle D'Aosta, Di Maio: non mettiamo in discussione autonomia

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Roma, 20 dic. (askanews) - "Nessuno vuole mettere in discussione l'autonomia della Valle d'Aosta" ma "quando accadono fatti così gravi, nessuno deve pensare di girarsi dall'altro lato. A nessun livello, né locale né nazionale". Lo precista Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e leader M5s, su facebook, tornando a occuparsi delle dimissioni del presidente della Regione Valle d'Aosta, Antonio Fosson, indagato per scambio elettorale politico mafioso nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Dda di Torino.

"Accuse pesanti - ricorda Di Maio - perché si parla di condizionamento della 'ndrangheta nelle elezioni regionali 2018 proprio in Valle d'Aosta. La magistratura farà il suo corso e aspettiamo di sapere la verità sui fatti. Come detto, Fosson nel frattempo si è dimesso. Ma c'è un'anomalia. Secondo lo Statuto della Regione Valle d'Aosta, il presidente della Regione ricopre anche l'incarico di Prefetto. In buona sostanza i valdostani si sono ritrovati non solo con il presidente della Regione indagato, ma anche con il Prefetto. Davvero surreale. Capirete bene che tutto questo è inaccettabile. C'è sicuramente un problema alla base che va risolto. I valdostani infatti devono avere una figura terza che possa garantire legalità e giustizia nella propria Regione. Una figura che certamente non può essere 'politica'".

"Il MoVimento 5 Stelle - ricorda Di Maio - chiede da tempo di superare questa anomalia. La nostra portavoce alla Camera, Elisa Tripodi, ha più volte presentato istanze per slegare la figura del presidente della Regione da quella di Prefetto. Questo permetterebbe di garantire terzietà per i cittadini. E alla luce dell'ultima inchiesta, questo passaggio sarebbe fondamentale. Ma sapete però qual è il paradosso? Che Elisa Tripodi, dopo aver presentato mercoledì un Question Time per ribadire ancora una volta la posizione sul tema del MoVimento 5 Stelle, ha ricevuto attacchi dai media e da alcuni soggetti politici. Attacchi basati su motivi inesistenti. Giusto per essere chiari: nessuno vuole mettere in discussione l'autonomia della Valle d'Aosta, ma non si può tollerare che invece di finire al centro del dibattito pubblico un fatto così grave come l'inchiesta che ha portato alle dimissioni del presidente della Regione, ci sia qualcuno che prende di mira la nostra portavoce".

"Nei prossimi giorni organizzeremo un'iniziativa di sensibilizzazione proprio in Valle d'Aosta, rivolta ai cittadini, dove chiederemo anche il supporto dei media. Perché, quando accadono fatti così gravi, nessuno deve pensare di girarsi dall'altro lato. A nessun livello, né locale né nazionale. Stare in silenzio significa essere complici di un sistema marcio e squallido che troppo spesso vede l'intreccio di interessi affaristici tra politica e criminalità. Tutto il MoVimento è accanto a Elisa Tripodi che con forza sta portando avanti una battaglia equa per garantire il rispetto della legalità in Valle d'Aosta", conclude Di Maio.