Van Basten svela: "Ho amato Milano, ma nessun feeling con Sacchi. Da ragazzino Ibra mi provocò"

Stefano Bertocchi

"A Milano mi sentivo come se fossi parte della famiglia. Insieme abbiamo vissuto una vita intera". Nella lunga ed interessante intervista concessa a '7', l'inserto del Corriere della Sera in edicola domani, l'ex leggenda del Milan, Marco van Basten, evidenzia il forte legame con il club rossonero: "Mi avete visto nascere, come giocatore e come uomo. Mi avete visto crescere. E purtroppo avete visto la mia fine. Ero convinto che sarei durato per sempre, dicevo ai miei compagni che avrei smesso a 38 anni. All'inizio non capivo. Ero troppo concentrato sul mio stare male. Mi chiedevo perché quella sofferenza dovesse toccare proprio a me. Non ho mai avuto una risposta" racconta Van Basten.

FBL-NED-BOOK-BASTA


"Arrigo Sacchi? Non c'è mai stato feeling personale tra me e lui. Non mi ha mai dato l'impressione di essere onesto nei rapporti umani - ha poi aggiunto l'olandese -. Quando non era contento di come ci allenavamo, se la prendeva con i giovani, con i più deboli, che magari invece erano in testa a tirare il gruppo. Tornai all'Ajax da allenatore e un ragazzo mi provocò. 'Sei Van Basten', mi disse passandomi la palla, 'fammi vedere cosa sai fare'. Ma io ormai non potevo più muovere la caviglia. Chi era? Sono sicuro che lo conoscete. Si chiamava Zlatan, di cognome Ibrahimovic". 

Segui 90min su Facebook, Instagram e Telegram per restare aggiornato sulle ultime news dal mondo del Milan e della Serie A