Varese, evasione fiscale e riciclaggio: sequestrati beni per 5 mln

Red-Alp

Milano, 10 dic. (askanews) - La guardia di finanza di Gallarate (Varese) ha eseguito il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e di beni per circa 5 milioni di euro, nell'ambito di un'inchiesta della procura di Milano che ha portato alla denuncia a piede libero di 4 persone per violazioni fiscali reiterate nel tempo, riciclaggio e autoriciclaggio. Lo hanno annunciato le stesse fiamme gialle, spiegando che l'inchiesta ha permesso di appurare come gli indagati, dal 2000 al 2015, avessero costituito numerose società risultate evasori totali nel settore della sicurezza sul lavoro e delle attrezzature antincendio, formalmente autonome ma in realtà operanti come un'unica entità economica, tutte rimaste nel tempo completamente sconosciute al fisco. Il sequestro ha riguardato sette veicoli, undici immobili ubicati nelle province di Varese, Milano e Novara, disponibilità finanziarie e quote societarie riconducibili agli indagati riferite a 11 società con sede nelle province di Varese, Milano, Novara, Vercelli e Roma.

I finanzieri avrebbero accertato che l'effettiva gestione delle imprese coinvolte, tutte formalmente facenti capo a prestanome, fosse riconducibile ad un'unica regia curata da un 44enne di Gallarate: il "dominus" accumulava ingenti disponibilità finanziarie, derivanti dai proventi dell'evasione fiscale, e le trasferiva dai conti delle aziende a quelli personali degli indagati. Le risorse confluivano in società fiduciarie italiane con l'intento di realizzare investimenti finanziari e immobiliari sia in territorio nazionale che all'estero. Sempre secondo quanto spiegato dai militari, è risultata coinvolta anche una libera professionista milanese, depositaria delle scritture contabili di alcune delle società interessate, la quale, attraverso la movimentazione delle provviste di denaro frutto dell'evasione, ha realizzato un'articolata operazione di riciclaggio del denaro in questione finalizzata al successivo acquisto di un immobile di pregio.

Secondo l'accusa, complessivamente gli indagati hanno sottratto a tassazione redditi societari per oltre 5 milioni di euro, con un'evasione di Ires per 1,5 milioni di euro e Iva per un milione di euro. L'intero importo delle imposte evase è stato poi oggetto di riciclaggio, commesso dalla professionista e da uno degli indagati, e del reato di autoriciclaggio attribuito all'imprenditore gallaratese in aggiunta ai reati tributari.