Variante Covid, Locatelli: "Non è più grave"

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“Tutti i virus vanno incontro a forme di mutazioni. Ci sono già diverse varianti di SarsCov2. Quella ‘inglese’ è un ceppo isolato il 20 settembre progressivamente emerso come variante di gran lunga più diffusa nel Regno Unito. I colleghi inglesi ci informano di una sua maggiore velocità di trasmissione. Per il resto, soprattutto per capacità di determinare forme più gravi di malattia Covid-19, non c'è nulla di diverso”. Così Franco Locatelli in un’intervista al Fatto Quotidiano sulla variante inglese del Covid.

“Non vi sono elementi per pensare che il vaccino possa perdere efficacia – precisa il presidente dell’Istituto superiore di sanità -. Se anche un pezzettino (in termine tecnico, peptide) di proteine Spike mutasse, tanti altri frammenti resterebbero uguali e possono generare una risposta protettiva dopo la somministrazione del vaccino. Da Pfizer arriveranno 10mila dosi di vaccino il 26 dicembre allo Spallanzani di Roma che poi saranno trasferite ai vari centri regionali per il Vaccination day del 27 dicembre. Dopo queste prime vaccinazioni dal grande valore simbolico, tra il 30 dicembre e il 4 gennaio dovremmo avere in arrivo nei circa 300 siti regionali scelti altre 3 milioni e 400 mila dosi Pfizer (prima somministrazione e richiamo da somministrare tre settimane dopo) per un milione e 700 mila persone in Italia tra operatori sanitari, personale e ospiti anziani di residenze sanitarie assistite. Ricordo che sette giorni dopo la seconda dose la copertura del vaccino è attesa essere nell'ordine del 95%, anche se solo il tempo e un'osservazione attenta ci permetteranno di capire quanto dura l'immunità: parecchi mesi di sicuro, l'incognita è su intervalli temporali più lunghi”.

"In tutto dal vaccino americano-tedesco Pfizer-Biontech ci tocca il 13,4% delle dosi destinate all'Europa - prosegue Locatelli -: nei prossimi nove mesi è stato promesso dalla multinazionale l'arrivo in Italia in tutto di quasi 27 milioni di dosi. Da Moderna, il cui vaccino ci si aspetta essere approvato il 9 gennaio, dovremmo avere 10,8 milioni di dosi sempre nei primi nove mesi del prossimo anno e si sta lavorando, soprattutto la struttura commissariale, per avere dosi addizionali di entrambi i vaccini. Inoltre avremo a disposizione con tempistiche da definire dosi anche di altri vaccini: il tedesco Curevac e l'americano Johnson & Johnson. L'obiettivo è avere a fine estate, inizio autunno 2021, almeno 42 milioni di vaccinati in Italia, il 70% della popolazione. Citerei anche il vaccino tutto italiano sviluppato con uno sforzo congiunto di Reithera, ministero dell'Università e della ricerca, Regione Lazio e Spallanzani: è terminata la fase 1 e si sono osservati un profilo di sicurezza decisamente buono, una risposta immunitaria superiore agli infettati da SarsCov2 e una efficacia sugli anziani paragonabile a quella sui giovani”.

Walter Ricciardi invoca il lockdown sostenendo che le "misure di Natale" siano inefficaci. Non è d’accordo, Locatelli, con il consigliere del ministero della Salute: “Rispetto alle misure – afferma - credo che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il governo hanno compiuto uno sforzo notevole per ottenere un buon punto di equilibrio durante il tentativo di mantenere la curva epidemica sotto controllo senza rinunciare a un minimo di socialità e affettività per il Natale. Dubito che il Paese possa reggere un secondo lockdown generalizzato da più points of view. Se queste misure basteranno si vedrà, ma mi auguro e credo di sì. Quanto alle scuole, mi auguro che potranno riaprire. Se larga parte delle regioni sarà in fascia gialla ci saranno le condizioni, la scuola è la priorità assoluta”.