Variante delta Italia, restrizioni e lockdown? Oggi prevale il ‘no’

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La variante delta in Italia preoccupa, ma ad oggi la fiducia nei vaccini sembra prevalere sul timore di nuove restrizioni o lockdown a ottobre. Anche se in Campania resta l'obbligo di mascherina all'aperto, a causa di un focolaio di variante indiana, dagli esperti e anche da rappresentanti del governo arrivano messaggi rassicuranti.

"Per la variante Delta non dobbiamo preoccuparci troppo perché sappiamo che non elude i vaccini. Chiunque dica che i vaccini non danno sicurezza per la variante Delta dice una stupidaggine. I vaccini funzionano per la variante Delta. Dobbiamo completare le seconde dosi, andare avanti e vaccinare quanto più possibile la popolazione", dice il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, ospite di 'Timeline' a Sky Tg24.

"Vi sarà una recrudescenza con un aumento dei casi - prevede Sileri - perché questa variante è più diffusibile rispetto all'altra, ma numeri che vengono dal Regno Unito, dove purtroppo questa variante ha trovato un habitat importante, mostrano che a parità di casi con quelli della terza ondata non c'è un aumento di ricoveri in terapia intensiva né del numero di morti. Il che significa che la vaccinazione, anche con la prima dose, non darà sicuramente una copertura totale come con la seconda, ma siamo ben difesi". "Io non penso ad ondate come quelle che abbiamo visto nel mese di ottobre e a gennaio-febbraio. E non vedo nemmeno dei lockdown o delle zone rosse", sottolinea Sileri.

Secondo Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute interpellato dall'Adnkronos Salute, "nulla si può escludere ma si può evitare" un nuovo lockdown. "In una epidemia bisogna prendere le decisioni basate sulla circolazione del virus. Tutti vogliamo evitare misure drastiche, però non si può escludere nulla a priori. La crescita del contagio va evitata. Se ci muoviamo accelerando le vaccinazioni e con saggezza, sia dal punto di vista comportamentale che istituzionale, possiamo certamente evitarlo", dice il docente di Igiene all'università Cattolica di Roma.

Secondo quanto emerge dalla nuova indagine rapida condotta dall'Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute, insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, in Italia al 22 giugno scorso la variante Delta aveva una prevalenza pari al 22,7% ed è stata identificata in 16 Regioni e Province autonome, con un range tra lo 0 e il 70,6%. Il rischio di una nuova ondata in autunno non è da escludere secondo gli esperti.

"Possiamo fare quello che vogliamo, ma da agosto la variante Delta sarà predominante", spiega all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova, per il quale "l'unico modo che avremo per difenderci dalla variante Delta sarà di avere l'85% di italiani vaccinati per il 15 ottobre con 2 dosi". "Se arriviamo al 15 di ottobre con l'85% di vaccinati la variante Delta ci farà un baffo, se invece ci arriveremo con il 65% saranno dolori -evidenzia Bassetti-. Se noi avremo, e mi auguro di no, il 30% degli italiani non vaccinati vuol dire che avremo 16-17 milioni di persone potenzialmente suscettibili ed è troppo. Anche perché i non vaccinati sono distribuiti in tutte le categorie di età. E mi risulta che ci sia ancora una fettina di scettici anche tra gli ottantenni e i novantenni".

La soluzione però, secondo Bassetti, non è un nuovo lockdown generalizzato. "Io credo che non ci possiamo permettere delle chiusure, sarebbe troppo grave - afferma Bassetti -. Vuol dire che non abbiamo fatto capire agli italiani quanto è importante la vaccinazione. A quel punto bisognerà inasprire ulteriormente le misure nei confronti di chi non si vaccina: sei non vaccinato? Non esci. Hai deciso di non vaccinarti, di mettere a rischio la tua salute, ma anche quella degli altri? Bene, i vaccinati faranno una vita normale, i non vaccinati si chiuderanno in casa".

"D'altronde - conclude l'infettivologo - una volta che ti ho dato tutte le possibilità, ti ho spiegato, ti ho portato il vaccino porta a porta, sul cucuzzolo della montagna e non l'hai voluto fare, se ci saranno delle misure restrittive evidentemente riguarderanno unicamente i non vaccinati".

Anche secondo Fabrizio Pregliasco "non rischiamo un nuovo lockdown in autunno". "Io spero proprio che non si debba tornare indietro - afferma il virologo e docente dell'Università Statale di Milano- ma eventualmente si dovrà agire con chiusure proprio chirurgiche per situazioni geografiche contingenti. Il colpo di coda del virus non sarà una quarta ondata".

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