Variante inglese Covid, internista italiana a Londra: "Preoccupano effetti"

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''A Londra c'è molta preoccupazione, dovuta al fatto di non sapere dal punto di vista clinico questa nuova variante in che cosa si possa tradurre e per l'effetto secondario dell'isolamento della Gran Bretagna''. Lo spiega all'Adnkronos la dottoressa Roberta Forlano, internista presso l'Imperial College di Londra e laureata all'Università di Foggia. ''Nell'ultima settimana c'è stato un raddoppio dei contagi, dei positivi. Siamo arrivati a 34mila rispetto ai 16-17mila delle settimane precedenti'', ricorda Forlano, che lavora per il Nhs, il Sistema sanitario nazionale inglese, e privatamente per la clinica Dottore London.

All'Imperial College, che include tre degli ospedali più grandi della City di Londra, ''siamo passati da avere il 60 per cento delle attività elettive normali a occuparci nell'ultima settimana solo delle emergenze e delle urgenze, quasi come ai livelli di marzo e di aprile''. L'obiettivo, spiega Forlano, è quello di ''mantenere disponibilità ad aumentare posti letto e in terapia intensiva nel caso in cui ci fosse bisogno. Come potenziale per le prossime settimane se dovesse servire''.

''Sappiamo in realtà che nonostante sia stata isolata quindici giorni fa, analizzando retrattivamente una serie di campioni si è scoperto che questa nuova variante circola già da settembre. Si sta cercando di capire retroattivamente se è stata associata a eventi più avversi, una sopravvivenza più breve, una malattia più forte, ma finora non si hanno questi dati'', spiega.

''A Londra c'è una doppia perplessità, dal punto di vista sanitario essendo l'epicentro di questa nuova variante, e dal punto di vista sociale, economico e commerciale'' per via della Brexit, aggiunge. Forlano al momento non è ancora stata vaccinata contro il coronavirus, ma è in attesa. ''All'Imperial College hanno iniziato il 22 dicembre a fare le vaccinazioni e aspetto di essere chiamata'', ma anche ''all'interno dello staff medico e sanitario viene data priorità ai più vulnerabili. Le professioni sanitarie sono tra le prime categorie a essere vaccinate''.

Privatamente nella ''clinica Dottore London, che è stata riconosciuta dal consolato per fornire supporto ai concittadini, siamo un punto di riferimento per i cittadini italiani a Londra. Seguiamo per la maggior parte pazienti italiani'' che ''sono molto preoccupati. Il sistema sanitario inglese ha profonde differenze rispetto al sistema sanitario italiano, spesso ci scontriamo e c'è l'incertezza per un sistema che non si conosce bene''. Inoltre ''vivere in una città che è l'epicentro'' della nuova variante del coronavirus e il fatto che ''l'Inghilterra è completamente isolata e non è possibile viaggiare aumenta la preoccupazione per i cittadini''.