Variante Omicron, il nuovo all'allarme dell'Oms

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variante Omicron Oms
variante Omicron Oms

L’emergenza coronavirus torna a fare paura in tutto il mondo, complice la rapida diffusione della variante Omicron. La pandemia continua a far sentire i suoi effetti nel Vecchio continente. Il tasso di positività appare in costante rialzo in Italia, la Francia raggiunge record di contagi (come il Regno Unito), Austria e Germania impongono il lockdown per i non vaccinati. Situazione difficile anche in Olanda e Paesi dell’Est. A lanciare un nuovo allarme è l’Oms.

Variante Omicron, l’allarme dell’Oms

A descrivere l’attuale andamento epidemiologico in Europa, delineando possibili scenari futuri, è Hans Kluge, direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità – Europa.

L’esperto ha riportato i dati dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme), dichiarando: “In 6/8 settimane la metà della popolazione sarà infettata” dalla variante Omicron, già definita dall’Oms uno “tsunami”.

Variante Omicron, Oms: “Presente in 50 dei 53 Paesi europei”

La nuova mutazione del Covid-19 nell’arco di poche settimane si è diffusa in tutto il mondo, caratterizzandosi per la sua facile e rapida contagiosità.

Lo ha confermato lo stesso Kluge, facendo sapere che la variante Omicron è presente in 50 dei 53 Paesi europei e ha un ritmo di trasmissione “senza precedenti”. Solo nella prima settimana del 2022 sono state registrate più di 7 milioni di nuovi casi di coronavirus.

Variante Omicron, Oms: “Scuole aperte e smart working per i fragili”

Mentre si dibatte (in Italia e non solo) sui rischi della riapertura delle scuole – che potrebbero favorire un’ulteriore diffusione del Covid – il direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità – Europa ha sottolineato:Mantenere aperte le scuole ha importanti benefici per il benessere mentale, sociale ed educativo dei bambini. Le scuole dovrebbero essere gli ultimi posti a chiudere e i primi a riaprire“. Quindi ha aggiunto: “Dove è iniziata l’ondata di Omicron, la priorità dovrebbe essere evitare e ridurre i danni tra i vulnerabili e le interruzioni dei servizi essenziali”.

Sull’ipotesi di incremento dello smart working, ha dichiarato: “Dare la priorità ai fragili per il ciclo primario di vaccinazione e per le dosi di richiamo, consigliando loro di evitare spazi chiusi e affollati e offrendo la possibilità di lavorare da remoto ove possibile fino a quando la tempesta non sarà passata”.

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