Variante Omicron, green pass valido 6 mesi da 1 febbraio

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Riduzione della durata del green pass a 6 mesi dall'1 febbraio e mascherine all'aperto in tutta Italia. Obbligo di mascherine Ffp2 in cinema, teatri, eventi sportivi e mezzi pubblici. Super green pass fino a 31 gennaio per ristoranti anche al banco e riduzione del tempo tra seconda e terza dose da 5 a 4 mesi. Questa alcune delle decisioni assunte dalla cabina di regia a Palazzo Chigi tra le forze di maggioranza e il premier Mario Draghi per contrastare la variante Omicron, che in Italia rappresenta ormai il 28,2% dei contagi registrati. Dunque più di uno su quattro.

Prima del Consiglio dei ministri in programma nel pomeriggio, verso le 15 ci sarà un nuovo passaggio in cabina di regia perché molte questioni -riferiscono fonti di governo- non sono ancora chiuse. Tra queste, l'ipotesi di introdurre l'obbligo di tampone per accedere a cinema, teatri e grandi eventi per chi non ha ancora fatto il 'booster', ovvero l'ultimo richiamo di vaccino. Le misure:

Scende ancora la durata del green pass. "Dal 1° febbraio 2022 - spiegano fonti di Palazzo Chigi al termine della cabina di regia col premier Mario Draghi - riduzione della durata del green pass vaccinale da 9 a 6 mesi". Non solo. "Con ordinanza del Ministro della salute - viene inoltre spiegato - il periodo minimo per la somministrazione della terza dose sarà ridotto da 5 a 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario". La 'sforbiciata' dei tempi per avere il booster è all'attenzione degli esperti. "Si attende approfondimento tecnico", puntualizza infatti Palazzo Chigi.

Il governo valuta di estendere l'obbligo vaccinale a tutti i dipendenti della Pubblica amministrazione. Durante la cabina di regia - rivelano alcune fonti di governo - si è affrontata la questione, con numeri alla mano. Al momento dei 3,2 milioni di dipendenti pubblici sono rimasti senza obbligo in 950mila. Per tutti gli altri - dipendenti della scuola, sanità, forze dell'ordine- l'obbligo vaccinale è già realtà.

Torna l'obbligo di mascherine all'aperto, anche in zona bianca. Non solo. Nella riunione tra i capidelegazione delle forze di maggioranza e il premier Mario Draghi è stato deciso di introdurre "l’obbligo di mascherine FFP2 in cinema, teatri e per eventi sportivi, nonché sui mezzi di trasporto (anche TPL)".

Fino al 31 gennaio si prevede l’estensione dell’obbligo di green pass rafforzato - dunque in possesso di vaccinati e guariti dal Covid- alla ristorazione al chiuso anche al banco. Lo ha stabilito la cabina di regia tra il premier Mario Draghi e i capidelegazione delle forze di maggioranza. Non solo. Stop ai popcorn al cinema e alle birre allo stadio. Si vieta, infatti -chiariscono le stesse fonti- "il consumo di cibi e bevande, al chiuso, in cinema, teatri e per eventi sportivi".

Tra le ipotesi al vaglio del governo, c'è anche la possibilità di estendere il super green pass -ovvero il certificato verde in possesso di vaccinati e guariti dal Covid- agli impianti di risalita sulle piste da sci. Lo riferiscono fonti di governo.

Saltano le feste in piazza per fine anno. Un divieto che andrà avanti fino al 31 gennaio. Il governo ha deciso di introdurre, fino al 31 gennaio, "il divieto di eventi e feste che implichino assembramenti all’aperto".

Non dovrebbero arrivare invece le raccomandazioni sul numero di commensali a tavolo per il pranzo di Natale o il cenone della vigilia. E, più in generale, per le altre occasioni di festa in cui, in famiglia o tra amici, si sta tutti insieme a tavola. Lo riferiscono fonti di governo.

Le discoteche dovrebbero restare aperte a capodanno. O almeno questo è l'orientamento del governo, emerso durante la cabina di regia. Aperte, dunque, ma con un'accortezza in più dal 28 al 31 dicembre: aver fatto la terza dose di vaccino o presentarsi con l'esito di un tampone negativo.

La variante Omicron in Italia rappresenta oggi circa il 28% dei contagi e si avvia ad essere presto dominante. Il quadro covid, con forti variazioni da regione a regione, è delineato dalla stima basata sulle analisi preliminari dei tamponi raccolti per l’indagine rapida del 20 dicembre, come comunica l'Istituto superiore di sanità (Iss) in una nota.

L’analisi - precisa l'Iss - si è basata su circa 2mila tamponi raccolti in 18 regioni e province autonome, in cui sono stati considerati come possibili positivi a Omicron quei campioni in cui risultava mancante uno dei tre geni che normalmente viene ricercato nei test diagnostici molecolari (cosiddetto S gene dropout) o altri test di screening per escludere la presenza della variante Delta, al momento ancora dominante. "Anche se i risultati sono ancora preliminari, la stima conferma la grande velocità di diffusione della variante, che sembra dare focolai molto estesi in breve tempo e si avvia ad essere maggioritaria in breve tempo, come sta già avvenendo in diversi altri paesi europei", dice il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro.

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