Vasco Rossi: la droga, il padre, il lager nazista e la verità sul nome d'arte

Le sue canzoni hanno attraversato intere generazioni, brani senza tempo che restano attuali e non sfioriscono mai. Lo dimostra il variegato pubblico che è accorso ai concerti del VascoNonStopTour 2019: solo a quelli di Milano, oltre 350 mila persone hanno messo piedi al Meazza di San Siro per cantarle insieme a lui. E lui è Vasco Rossi, leggenda del rock italiano.

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Vasco Rossi e il tour 2019

Ogni tanto annuncia che non si esibirà più, salvo poi smentire. Perché fuori dal palco, probabilmente, non potrebbe vivere. È troppo presto per dire addio alla musica e poi perché dovrebbe? Quando uno come Vasco Rossi, 67 anni di carica e energia, oltre 30 dei quali trascorsi sulle scene, riesce a riempire San Siro per ben sei date consecutive come successo nei giorni scorsi, bisogna prendere atto del mito.

Lo abbiamo visto lo spirito del Meazza durante le sue performance: lo speciale Siamo solo noi-6 come 6 andato in onda lunedì 17 giugno su Canale 5 ha provato a farci entrare nell’atmosfera dei concerti del Blasco.

Un racconto a più voci – tra la narrazione di Gerry Scotti, l’intervista di Giorgio Vardelli e le testimonianze di amici e colleghi - più sulla vita del rocker modenese che uno speciale dedicato al live di Milano, ma ugualmente degno di nota.

Un successo, il suo, che sembra aver sorpreso anche lui e al quale pare ancora non abituarsi: “Se mi avessero detto a 20 anni che avrei fatto questa storia non ci avrei mai creduto: salire sul palco per me è stata una guerra perché sono timido” ha confessato nel documentario andato in onda su Canale 5

Non sappiamo se i fan abbiano apprezzato lo sforzo di Mediaset di restituirci qualcosa della carriera di Vasco Rossi. Forse qualche canzone cantata per intero sarebbe stata gradita.

Il padre, il lager e il nome d'arte

Tempo fa, Vasco Rossi ha rilasciato una lunga intervista ad Aldo Cazzullo per "Sette", nella quale ha rivelato anche dettagli inediti della sua biografia.

Il rocker ha raccontato che il suo nome di battesimo, Vasco, è stato un omaggio che suo padre ha voluto fare all'uomo che durante la seconda guerra mondiale gli salvò la vita:

"Dopo l’8 settembre i tedeschi lo portarono nel campo vicino a Dortmund, in Germania. Papà, che si chiamava Giovanni Carlo, fu uno dei 600 mila che preferirono restare nei lager piuttosto che combattere al fianco dei nazisti. Il campo fu bombardato, lui cadde nel cratere di una bomba, questo Vasco lo tirò su, gli salvò la vita. Non si rividero più, non so se sia sopravvissuto".

Infine, sgonfia la rivalità con l'altro rocker made in Italy, Ligabue, dicendo: “Ma questa rivalità è stata montata ad arte. Ognuno fa la sua gara. E poi al limite io posso essere paragonato agli Stones”.