Vasco Rossi va in pensione (ma continua a cantare)

Colpa dell’età, visto che il Blasco di Zocca ne ha compiuti 66 lo scorso 7 febbraio, e per colpa del suo primo album “…Ma cosa vuoi che sia una canzone…”, pubblicato nel lontano 1978. (Credits – Getty Images)

Vasco Rossi va in pensione. Una notizia che potrebbe mandare nel panico milioni di fan, ma niente paura, il Blasco non smetterà di cantare. In pensione, infatti, ci va solo per l’Inps e la burocrazia italiana, ma il rocker emiliano potrà continuare a salire sul palco e a pubblicare album.

Vasco Rossi va in pensione, una frase che fa sorridere a leggerla, ma è così. Colpa dell’età, visto che il Blasco di Zocca ne ha compiuti 66 lo scorso 7 febbraio, e per colpa del suo primo album “…Ma cosa vuoi che sia una canzone…”, pubblicato nel lontano 1978, anche se distribuito solo in Emilia-Romagna e Lombardia. E da quel giorno, da quell’album, Vasco ha iniziato a fare regolarmente i versamenti a quello che allora era l’Enpals, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei lavoratori dello spettacolo, ora confluito nell’Inps. Insomma, 40 anni di contributi e 66 anni d’età significano pensione, come per qualsiasi impiegato.

Eh sì, perché la vita spericolata del rocker di Zocca, l’immagine di cattivo ragazzo passato attraverso il consumo di droghe, l’arresto, le polemiche e i testi spesso censurati, si mischiavano alla volontà di garantirsi una vecchiaia tranquilla, con la certezza che se anche le sue aspirazioni musicali fossero naufragate avrebbe sempre avuto qualcosa da parte.

Perché se oggi Vasco Rossi è il Blasco e fa record di spettatori ovunque vada, quando ha iniziato nel 1978 erano più i dubbi che le certezze per il ragazzo di Zocca. Basti pensare che il suo secondo album, “Non siamo mica gli americani!”, non ottenne un grande successo di vendite, nonostante contenesse quella “Albachiara” che successivamente diventerà la canzone icona della carriera di Vasco Rossi. E il Blasco dovrà aspettare ancora due anni prima che con il quarto album inizii ad arrivare il successo, “Siamo solo noi”, pubblicato nel 1981. Il resto, poi, è storia. Della musica italiana.