Vatican News: criticano Papa Francesco ma respingono il Concilio

Ska

Citt del Vaticano, 22 giu. (askanews) - "Alcune critiche di carattere dottrinale all'attuale pontificato stanno mostrando una graduale ma sempre pi netta presa di distanza dal Concilio Vaticano II. Non da una certa interpretazione di alcuni testi, ma dai testi conciliari stessi. Alcune letture che insistono nel contrapporre Papa Francesco ai suoi immediati predecessori finiscono cos per criticare apertamente anche san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI o comunque fanno passare sotto silenzio alcuni aspetti fondamentali del loro ministero che rappresentano evidenti sviluppi dell'ultimo Concilio". Lo scrive Vatican News in un editoriale, a firma di Sergio Centofanti, intitolato "Lo sviluppo della dottrina la fedelt nella novit".

"Un esempio di quanto appena detto - prosegue il sito informativo ufficiale del Vaticano - stato, di recente, il 25.mo anniversario dell'Enciclica 'Ut Unum sint' nella quale Papa Wojtyla afferma che l'impegno ecumenico e il dialogo con i non cattolici sono una priorit della Chiesa. L'anniversario stato ignorato da quanti oggi ripropongono una interpretazione riduttiva della Tradizione, chiusa a quel 'dialogo dell'amore', oltre quello dottrinale, promosso dal Papa polacco in obbedienza all'ardente desiderio di unit di nostro Signore". Ma "altrettanto trascurato stato un altro importante anniversario: la richiesta di perdono giubilare fortemente voluta da san Giovanni Paolo II il 12 marzo di vent'anni fa". Ma cos come il caso di Galileo Galilei, citato da Vatican News, una "crescita della consapevolezza della Chiesa si verificata con la teoria dell'evoluzione che sembrava contraddire il principio della creazione". E anche "il concetto di libert" ha subito sviluppi.

La Chiesa cattolica, scrive Vatican News, "ha camminato nella storia attraversando oltre 20 Concili: ogni volta c' stato qualcuno che non accettava i nuovi sviluppi e si fermava. Pio IX nel 1854 proclama il dogma dell'Immacolata Concezione. Ma un grande santo, Bernardo di Chiaravalle, pur essendo uno dei pi ardenti propagatori della devozione mariana, qualche secolo esprimeva la sua contrariet a questa verit: 'Sono molto preoccupato, visto che molti di voi hanno deciso di mutare le condizioni di importanti eventi, come ad esempio introdurre questa festa sconosciuta dalla Chiesa, non approvata certo dalla Ragione, e non giustificata neppure dall'antica Tradizione. Siamo noi davvero pi eruditi e pii dei nostri antichi padri?'. Siamo nel XII secolo. La Chiesa, da allora, ha introdotto altre feste sconosciute che probabilmente avrebbero scandalizzato molti fedeli vissuti nei secoli precedenti". Il sito vaticano conclude con una citazione dagli Atti degli apostoli: "Ecco - dice il Signore - io faccio nuove tutte le cose": "E' il 'vino nuovo' dell'amore evangelico che subisce sempre il rischio di essere messo negli 'otri vecchi' delle nostre sicurezze religiose, che tante volte mettono a tacere il Dio vivo che non smette di parlarci. E' la sapienza del 'discepolo del regno dei cieli' che cerca la pienezza della Legge, la giustizia che supera quella degli scribi e dei farisei, estraendo 'dal suo tesoro cose nuove e cose antiche' (Mt 13,52). Non solo cose nuove, non solo cose antiche".