Vaticano cita Ghandi in messaggio agli induisti sulla fraternità

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Città del Vaticano, 21 ott. (askanews) - In un messaggio agli induisti di tutto il mondo in occasione della festa di Deepavali, tutto incentrato sulla necessità di intessere rapporti fraterni che superino le differenze, il pontificio consiglio per il dialogo interreligioso cita l'esempio del Mahatma Ghandi.

"E' una felice coincidenza che l'inizio di questo mese sia stato segnato dal 150° anniversario della nascita del Mahatma Gandhi, 'uno straordinario e coraggioso testimone di verità, amore e non violenza' (Papa Giovanni Paolo II, Preghiera per la pace al termine della visita al Raj Ghat, Delhi, 1 febbraio 1986) e valoroso protagonista della fratellanza umana e della coesistenza pacifica", scrive il dicastero vaticano guidato dal cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot. "Faremmo bene a trarre ispirazione dal Suo esempio nel vivere una convivenza pacifica. Come credenti radicati nelle nostre convinzioni religiose e con una preoccupazione condivisa per il benessere della famiglia umana, possiamo unire le nostre mani con quelle di diverse tradizioni religiose e tutte le persone di buona volontà e sforzarci di fare tutto il possibile - con un senso di responsabilità condivisa - per costruire una società più fraterna e pacifica!".

"Accanto ad uno sviluppo senza precedenti in molti campi", sottolinea il dicastero vaticano, "viviamo in un'epoca in cui, da un lato, vengono compiuti sforzi verso il dialogo interreligioso e interculturale, la cooperazione e la solidarietà fraterna. Dall'altro lato, è presente apatia, indifferenza e persino odio tra alcune persone religiose nei confronti di altre. Questo accade spesso per il mancato riconoscimento dell''altro' come fratello o sorella. Un simile atteggiamento può sorgere da sentimenti fuorvianti, ingenerosi, di antipatia che sconvolgono e destabilizzano il tessuto stesso della convivenza armoniosa della società. Preoccupati per questa situazione, riteniamo opportuno e utile condividere con voi alcune riflessioni sulla necessità per ogni persona, in particolare cristiani e induisti, di essere costruttori di fraternità e coesistenza pacifica ovunque si trovino". Per il pontificio consiglio, "sebbene le notizie negative dominino i titoli dei giornali, questo non deve diminuire la nostra determinazione a spargere semi di fraternità, poiché vi è un mare nascosto di bene che sta crescendo e ci porta a sperare nella possibilità di costruire, insieme ai seguaci di altre religioni, e con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, un mondo di solidarietà e di pace".