Vaticano, Corte: estradizione da valutare. Apprezzabile tesi difesa

fcz
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Milano, 30 ott. (askanews) - La richiesta di estradizione presentata dal Vaticano per Cecilia Marogna sarà oggetto di una "doverosa valutazione nella sede di merito". La difesa della manager sarda, accusata di appropriazione indebita aggravata dalle autorità pontifice che indagano sul cardinale Giovanni Angelo Becciu, ha infatti "introdotto una complessa tematica in ordine alla possibilità di concedere l'estradizione" con argomentazioni giuridiche "di apprezzabile sostenibilità". Lo scrivono i giudici della Corte d'Appello di Milano nell'ordinanza che ha portato alla scarcerazione della 39enne ma con obbligo di firma per tre giorni a settimana e con il divieto di espatrio. Secondo i legali che difendono la manager cagliaritana, tutti dello studio dell'avvocato milanese Massimo Dinoia, la richiesta di estradizione non può essere accolta perchè gli accordi tra Santa Sede e Repubblica Italiana, regolamentati dai Patti Lateranensi, consentono di estradare una persona dal Vaticano all'Italia ma non viceversa. La questione sarà affrontata "nella sede di merito", ossia nel corso di un'udienza che - da quanto si è appreso - non è ancora stata fissata in calendario. Quanto alle esigenze cautelari, il collegio presieduto dal giudice Franco Matacchioni evidenzia come la priorità sia quella di "garantire in concreto che la persona della quale è domandata la estradizione non si sottragga all'eventuale consegna". Per raggiungere questo obiettivo, sono sufficienti "misure cautelari meno afflittive, ma ragionevolmente efficaci", come appunto l'obbligo di firma con il divieto di espatrio.