In Vaticano domani nuove analisi in cerca di Emanuela Orlandi -2-

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Città del Vaticano, 19 lug. (askanews) - 'A seguito delle attività istruttorie avviate l'11 luglio scorso al Campo Santo Teutonico, si sono svolti - come annunciato - accertamenti sia di carattere documentale che di carattere logistico', ha riferito nei giorni scorsi il portavoce vaticano Alessandro Gisotti, 'dai quali è emerso che - come risulta agli atti del Pontificio Collegio Teutonico - tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso sono stati effettuati lavori di ampliamento del Collegio stesso. In quel periodo i lavori hanno interessato l'intera aerea cimiteriale e l'edificio del Collegio Teutonico. Essendo pertanto possibile che le spoglie delle due principesse siano state traslate in altro luogo idoneo del Campo Santo, sono state svolte con le maestranze competenti le conseguenti verifiche per constatare la situazione degli ambienti attigui alle tombe. Tali ispezioni hanno portato alla individuazione di due ossari collocati sotto la pavimentazione di un'aerea all'interno del Pontificio Collegio Teutonico, chiusi da una botola'. La decisione del Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano, Gian Piero Milano, è stata a quel punto di sigillare immediatamente i due ossari, 'per il successivo esame e repertazione dei materiali ossei ivi giacenti, sempre nell'ambito e con le modalità richieste dalle attività istruttorie'. Il pm vaticano ha poi disposto, 'con apposito provvedimento, che tali operazioni avvengano alla presenza dei periti dell'Ufficio e di quelli nominati dalla famiglia Orlandi, nonché del personale specializzato del Corpo della Gendarmeria e delle stesse maestranze già impiegate' negli accertamenti di giovedì 11 luglio. La data fissata per queste nuove operazioni - perizie ed eventuali prelievi - è fissata per domani, sabato 20 luglio, alle ore 9.00, sempre dentro le mura vaticane.

Come già per la prima operazione dello scorso 11, luglio, tanto meno domani ci sono previsioni di tempi certi, ma, come spiegò il professor Arcudi a Vatican News, già con le prime analisi morfologiche, che possono durare un minimo di 'tre, quattro, cinque ore' o prolungarsi a seconda del loro stato di conversazione, si comprenderà se si tratta di resti di '50, 100, 200 anni' e dunque 'escludere l'ipotesi' che i resti scheletrici appartengano alla ragazza. La successiva analisi del Dna, tesa a 'escludere in maniera definitiva e categorica che nelle due tombe ci sia qualche reperto attribuibile alla povera Emanuela', può invece durare anche 60 giorni.

L'episodio delle tombe vuote è tornata a divaricare le posizioni del Vaticano e del fratello di Emanuela Orlandi, che sembravano ravvicinarsi con l'operazione dell'apertura delle tombe. Per Pietro Orlandi, infatti, l'iniziativa vaticana sarebbe la riprova che 'il Vaticano per la prima volta dopo 36 anni ammette che ci possa essere la possibilità di una eventuale responsabilità interna' tanto più che, ha detto nei giorni scorsi indirettamente confermando l'ipotesi che la fonte coperta da anonimato sia interna al Vaticano, nello Stato Pontificio a suo dire ci sarebbe 'una sorta di faida interna: d'altronde, in Vaticano è così da sempre con gruppi avversi tra loro. Altrimenti non si spiegano le fonti, anonime e non, che ci hanno spinto a far aprire quelle due tombe al Teutonico'. Per la Santa Sede, invece, pur senza nascondere la 'sorpresa' di aver trovato inaspettatamente le due tombe, non c'è nessun 'giallo', come ha spiegato il direttore editoriale Andrea Tornielli: 'La decisione di aprire entrambe le tombe, in presenza di un perito nominato dalla famiglia di Emanuela, operando secondo i più moderni e consolidati standard tecnici, ha rappresentato un segno di particolare attenzione e di vicinanza umana e cristiana agli Orlandi. Non certo - come è stato detto - un'ammissione da parte vaticana di un possibile coinvolgimento nell'occultamento di un cadavere'. Oltretutto, la magistratura ha acconsentito ad aprire lt tombe 'nonostante la richiesta sia stata originata da una segnalazione rimasta anonima, e sia stato pertanto impossibile alla Magistratura vaticana verificarne previamente il grado di attendibilità'. Ad ogni modo, 'il fatto che le due tombe fossero prive di resti 'ha innescato nuove domande circa la destinazione delle ossa delle due nobildonne scomparse due secoli fa. Ma - ha proseguito Tornielli - cercare di spostare l'attenzione per tirare in ballo la Santa Sede anche a proposito del destino di quei resti è assolutamente fuorviante. Non si stavano svolgendo indagini sulle due principesse. Si stavano cercando i resti di una ragazza quindicenne scomparsa nel 1983. Vale dunque la pena ribadire innanzitutto che l'ipotesi investigativa presa in considerazione dal magistrato riguardava il possibile ritrovamento delle ossa di Emanuela Orlandi. Di questi resti non si è trovata traccia'.(Segue)