Vaticano, il dibattito sulla bioetica si accende sui social

Image from askanews web site
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Città del Vaticano, 18 lug. (askanews) - Un dibattito teologico avviato in Vaticano sulla bioetica è rapidamente trasceso sui social network con toni accesi, polemiche e qualche insulto.

Tutto è cominciato quando l'anno scorso la Pontificia accademia per la vita, presieduta da monsignor Vincenzo Paglia, ha promosso un seminario di studio su temi vari e non di rado oggetto di controversia in seno alla cattolicità: il matrimonio, la generazione, la procreazione medicalmente assistita, la contraccezione, l'aborto, l'eutanasia, ecc. Seguendo un procedimento tipico della ricerca accademica, su ogni questione il dibattito è partito da un testo base elaborato dalla stessa accademia ed è stato poi discusso da un "discussant" e da un "respondent", che non di rado esprimono posizioni divergenti, o anche critiche. A inizio luglio, la Libreria editrice vaticana ha pubblicato gli atti in un volume, "Etica teologica della vita", presentato con rilievo dalle testate legate alla Santa Sede (Vatican News, Osservatore Romano, Civiltà cattolica).

"Abbiamo inteso mettere in dialogo opinioni diverse su temi anche controversi, proponendo molti spunti di discussione", spiega nell'introduzione mons. Paglia. Il procedimento segue il modello delle "quaestiones disputatae" del Medioevo, che "non pretendevano di soppiantare il Magistero autentico ma volevano aprire orizzonti nuovi di riflessione e ricerca, a disposizione del suo specifico e autorevole discernimento".

Il metodo è innovativo, specie per un'istituzione come la Santa Sede, il contenuto incandescente: tra le oltre 500 pagine del volume, in prticolare, nel capitolo VII la riflessione verte sull'annoso tema della contraccezione. Come è noto, fu Paolo VI che sbarrò la strada al ricorso, per i fedeli, ai contraccettivi artificiali, con la Humanae vitae (1968). E dalla discussione dei teologi della Pontificia accademia della vita è emersa una posizione che, di fatto, supera quell'impostazione: poiché ci sono "condizioni e circostanze pratiche che renderebbero irresponsabile la scelta di generare", una coppia di sposi può decidere di ricorrere, "con una scelta saggia" a tecniche contraccettive, "escludendo ovviamente quelle abortive", ma non, a priori, quelle artificali. Apriti cielo.

La notizia, riportata da askanews il primo luglio, ha fatto rapidamente il giro del mondo. "La Pontificia Accademia per la Vita vuole il sì alla contraccezione", ha scritto, in Italia, la Nuova bussola quotidiana, seguita presto da svariate testate conservatrici statunitensi, molto critiche, ma anche da numerose testate di lingua spagnola, alcune fermamente contrarie a questa ipotesi altre entusiasticamente a favore. Scenario tanto più frizzante perché c'è chi ha iniziato a ipotizzare - ad esempio padre Jorge José Ferrer - una enciclica del papa su questo tema.

Nell'era dei social network, era inevitabile che il dibattito tracimasse presto sui social network, e non sempre nei modi più urbani. Ad essere preso di mira, l'account Twitter della Pontificia accademia per la vita, @PontAcadLife, curato dal giornalista Fabrizio Mastrofini. "Dovete presentare l'insegnamento della Chiesa, non fingere che la posizione della Chiesa non sia definita", scrive un'utente di lingua inglese. "Una certa Chiesa 'cattolica' continua il suo cammino di perdizione", scrive un utente francese. E un altro, con la bandiera degli Stati Uniti: "La deviazione è sbagliata". Non sono mancate frasi più rudi e autentici insulti.

La Pontificia accademia per la vita, da parte sua, ha scelto di dare solo poche risposte mirate. Ad un utente, sempre di lingua inglese, che critica l'idea che si possa "dibattere e dialogare" su questi temi, perché, scrive, si tratta di un "approccio scandaloso" e l'unica possibilità è "difendere senza ambiguità l'insegnamento della Chiesa e condannare il dissenso in queste questioni stabilite", l'organismo vaticano controbatte: "Intende 'condannare' persone concrete in difficoltà nella loro vita privata e nelle loro relazioni intime. Penso che l'approccio giusto è la misericordia e il dialogo. Vangelo di Luca 6,36-37, ad esempio...". Ancora: "Quello che oggi è dissenso può cambiare. Non è relativismo, è la dinamica della comprensione dei fenomeni e della scienza: il sole non ruota intorno alla terra. Altrimenti non ci sarebbe progresso e tutto sarebbe fermo. Anche nella teologia". Dall'accademia, poi, il continuo invito a leggere tutto il volume nella sua interezza, e non fermarsi a qualche riassunto. Ma anche un tweet che ad alcuni è sembrato una battuta, ed ha ssucitato altra ironia, la segnalazione che quel giorno in Italia si parlava della separazione di Francesco Totti e Ilary Blasi: "Possiamo discutere di valori, etica e via dicendo", ha però spiegato @PontAcadLife: "Ma in Italia oggi la storia di cui tutti parlano e la fine del matrimonio di Totti e Ilary Blasi. Dobbiamo parlare alla gente reale!".

Oggi, infine, un tweet che riassume il senso di questi giorni: "Gli ultimi giorni e anche oggi @PontAcadLife hanno ricevuto molti attacchi violenti e ingiustificati, da molti cattolici o presumibilmente tutti esperti teologi. Poi arriva questo Messaggio da @Pontifex che sostiene tutti noi che cerchiamo di comunicare una Chiesa di misericordia e di dialogo".

Il riferimento è al messaggio scritto oggi da Francesco al Congresso Mondiale Signis, l'associazione mondiale cattolica per la comunicazione: "La rivoluzione dei media digitali degli ultimi decenni si è dimostrata un potente mezzo per promuovere la comunione e il dialogo all'interno della nostra famiglia umana", scrive il papa nel messaggio. "Infatti, durante i mesi di blocco dovuti alla pandemia, abbiamo visto chiaramente come i media digitali possano unirci, non solo diffondendo informazioni essenziali, ma anche colmando la solitudine dell'isolamento e, in molti casi, unendo intere famiglie e comunità ecclesiali nella preghiera e nel culto". E però l'uso dei media digitali, in particolare dei social media, ha sollevato una serie di "gravi questioni etiche" che richiedono "un giudizio saggio e perspicace da parte dei comunicatori e di tutti coloro che si preoccupano dell'autenticità e della qualità delle relazioni umane". In particolare, "a volte e in alcuni luoghi i siti dei media sono diventati luoghi di tossicità, discorsi d'odio e fake news".

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