Vaticano, mandato di arresto per broker Torzi legato ad acquisto immobile Londra

di Philip Pullella
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Basilica di S.Pietro vista da Piazza San Pietro

di Philip Pullella

ROMA (Reuters) - La procura italiana ha emesso un provvedimento di arresto per Gianluigi Torzi, intermediario finanziario coinvolto in uno scandalo che ha come oggetto l'acquisto, da parte del Vaticano, di un immobile in un elegante quartiere di Londra.

La Guardia di Finanza ha reso noto che Torzi e tre collaboratori italiani sono i destinatari di un'ordinanza d'arresto per dichiarazione fraudolenta e frode fiscale. Torzi è anche indagato per riciclaggio.

Un portavoce della Guardia di Finanza ha detto che non è stato possibile applicare il mandato nei confronti di Torzi perché il broker si trova attualmente nel Regno Unito.

Francesco Meduri, avvocato di Torzi che opera a Londra, non ha immediatamente risposto a una richiesta di commento presentata al suo ufficio.

La polizia ha ribattezzato l'operazione "Broking bad", probabilmente un gioco di parole con il titolo della serie Tv "Breaking Bad".

Nell'ordine di arresto di 14 pagine visto da Reuters si legge che Torzi ha emesso fatture intestate al Vaticano per un totale di 15 milioni di euro per lavori che secondo il gip Corrado Cappiello non sono mai stati compiuti.

Torzi era uno degli intermediari che si occupava di una complessa operazione della segreteria di stato vaticana per l'acquisto di un immobile nel quartiere di Chelsea tramite l'impiego di fondi ecclesiastici.

Il broker ha negato la presenza di illeciti nell'operazione del Vaticano.

Il mandato di arresto, firmato dal gip, elenca inoltre ulteriori reati finanziari di cui sono sospettati Torzi e i suoi collaboratori per transazioni non legate all'affare del Vaticano.

Il Vaticano ha assunto Torzi nel 2018 per negoziare l'acquisto conclusivo dell'immobile al 60 di Sloane Avenue e terminare i rapporti con Raffaele Mincione, un altro intermediario che si occupava precedentemente dell'accordo.

Torzi ha passato 10 giorni in un carcere del Vaticano lo scorso anno. La città-stato aveva accusato l'uomo di estorsione, peculato, frode aggravata e riciclaggio in merito alla transazione per la proprietà di Londra.

Cinque dipendenti del Vaticano hanno perso il lavoro nel 2019 nell'ambito dell'operazione. I cinque, Torzi e altri sono ancora sotto indagine da parte della procura vaticana.

Non è chiaro se le autorità giudiziarie italiane che hanno emesso il mandato di arresto tenteranno di emettere anche un mandato di cattura internazionale per Torzi.

(Ha collaborato a Milano Emilio Parodi)