Vaticano, monsignor Galantino: il rischio di bancarotta non c’è

Red
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Image from askanews web site
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Città del Vaticano, 16 apr. (askanews) - "Se non fossi preoccupato, sarei superficiale. Questo è ciò che farebbe un buon padre di famiglia con l'obbligo di far fronte ai bisogni e alle spese della sua famiglia. Ma non è una preoccupazione che mi tenga sveglio". Monsignor Nunzio Galantino, presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), guarda con realismo al deficit di 49,7 milioni preventivato dal Vaticano a causa pandemia.

"Non vedo rischi di bancarotta all'orizzonte", afferma l'ex segretario generale della Cei in una intervista al giornale spagnolo Vida Nueva. "Quello che vedo, invece, è la necessità di rivedere il nostro modo di gestire le risorse, che in gran parte dipendono dalle donazioni, dai redditi e dalla valorizzazione dei beni mobili e immobiliari, a partire da quanto ereditato dal passato".

Per affrontare la pandemia, rivendica monsignor Galantino, "può sembrare strano quello che abbiamo fatto e continuiamo a fare. Soprattutto se si considera quello che è stato il primo impegno preso dall'Apsa, e non solo, non appena si è accorta del forte impatto negativo che la pandemia ha provocato. Ad esempio, per coloro che hanno un contratto di locazione per immobili commerciali di proprietà della Santa Sede. Abbiamo ridotto l'affitto di un terzo del costo mensile e abbiamo reso possibile ritardare il pagamento di un'altra terza parte quando la situazione tornerà alla normalità. Pertanto, abbiamo richiesto solo il pagamento del restante terzo del canone di locazione. Prendiamo questa decisione per aiutare tutti coloro che hanno dovuto chiudere parzialmente o totalmente la loro attività. Insieme a questo, va notato che gli stipendi hanno continuato a essere pagati regolarmente a tutti i dipendenti. E l'attenzione ai bisognosi in questo frangente non è mancata, anzi, si è moltiplicata. Detto questo, stiamo cercando di studiare azioni che riducano i nostri costi di gestione".

Il tesoriere di papa Francesco, che ha da poco mandato alle stampe il libro "Nel cuore de la vita: idee per prendersi cura del mondo" (editore Solferino), non entra nella vicenda della compravendita-truffa di un immobile a Sloane avenue a Londra deciso nel 2013 dalla Segreteria di Stato, che all'epoca gestiva autonomamente alcuni fondi. "Al di là delle anticipazioni e delle ipotesi giornalistiche", afferma mons. Galantino, "sarà la magistratura vaticana a definire l'esistenza e il provvedimento di eventuali irregolarità. L'Apsa, a causa del motu proprio del dicembre 2020, subentra, al posto del Segretario di Stato, nell'amministrazione e nella gestione delle risorse che prima erano a disposizione del suddetto Segretario di Stato. Per quanto riguarda i cambiamenti che ciò comporta, devo dire che, certamente, è aumentato l'impegno chiesto al segretario del dicastero, a tutti i collaboratori e a me stesso. Dobbiamo tutti garantire una gestione trasparente, competente e fruttuosa, sia qualitativamente che quantitativamente".