Vaticano ribadisce smentita a Scalfari: colloqui di due anni fa

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Città del Vaticano, 10 ott. (askanews) - Dopo una prima smentita, che non hanno evidentemente frenato le domande di chiarimento da parte della stampa, la Santa Sede torna a puntualizzare la smentita al fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari.

In seguito alle "domande fatte ancora oggi" in merito alle "parole attribuite dal dottor Scalfari" al Papa "c'è già stata chiara smentita" diramata ieri, ha detto il prefetto del dicastero per la Comuicazione Paolo Ruffini, che ha ribadito che "il Santo Padre non ha mai detto quanto Scalfari scrive: sia quanto riportato tra virgolette sia la libera ricostruzione dell'interpretazione da parte del dottor Scalfari, di colloqui tra l'altro risalenti a due anni fa, non può essere considerato il resoconto fedele di quanto detto dal Papa e che può invece essere riscontrato in tutto il magistero suo e della Chiesa su gesù vero dio e vero uomo":

Il portavoce vaticano, Matteo Bruni, aveva spiegato ieri: "Come già affermato in altre occasioni, le parole che il dottor Eugenio Scalfari attribuisce tra virgolette al Santo Padre durante i colloqui con lui avuti non possono essere considerate come un resoconto fedele di quanto effettivamente detto, ma rappresentano piuttosto una personale e libera interpretazione di ciò che ha ascoltato, come appare del tutto evidente da quanto scritto oggi in merito alla divinità di Gesù Cristo". Lo afferma il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

Secondo Scalfari, che su Repubblica ha dedicato ieri un editoriale al Sinodo sull'Amazzonia, "papa Francesco concepisce il Cristo come Gesù di Nazareth, uomo, non Dio incarnato. Una volta incarnato, Gesù cessa di essere un Dio e diventa fino alla sua morte sulla croce un uomo".