Vaticano ritocca il "messale antico", entrano i santi post-'60

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Città del Vaticano, 25 mar. (askanews) - Sarà possibile pregare i santi canonizzati dopo gli anni Sessante nella forma straordinaria del rito romano contenuta nel messale pre-conciliare (1962-1965) e liberalizzata da Benedetto XVI: lo ha deciso la congregazione per la Dottrina della fede.

Nel 2007 Joseph Ratzinger aveva ammesso il "messale antico" come passo di benevolenza nei confronti dei tradizionalisti e, più specificamente, della fraternità sacerdotale San Pio X (il gruppo scismatico reazionario meglio noto come lefebvriani). Da allora molte cose sono cambiate, i lefebvriani hanno eletto un nuovo superiore, don Davide Pagliarani, su posizioni ancor più chiuse del predecessore, Papa Francesco è stato da subito meno incline ad assecondare le istanze tradizionaliste, e il Pontefice ha inoltro disposto che l'ufficio responsabile dei rapporti con la galassia anti-conciliare, la pontificia accademia Ecclesia Dei, sino ad allora autonomo, venisse riassorbito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.

E oggi, il dicastero guidato dal cardinale gesuita spagnolo Luis Ladaria Ferrer ha approvato due ritocchi alla "forma extraordinaria": con il decreto Cum sanctissima ha consentito la possibilità di celebrare, nel quadro normativo d'insieme e quando il giorno liturgico lo permette, "anche qualsiasi santo canonizzato dagli anni sessanta in poi, nel giorno della propria ricorrenza liturgica".

Con il decreto Quo magis, la stessa congregazione per la Dottrina della fede ha scelto un numero ristretto di testi da usare per circostanze occasionali quali feste di santi, messe votive o celebrazioni ad hoc, ed ha contestualmente colto l'occasione per estendere la facoltà di poter usare tre altri prefazi (de Omnibus Sanctis et Sanctis Patronis, de Sanctissimo Sacramento e de Dedicatione ecclesiæ) che nel passato erano concessi, già prima del Concilio, solo in Francia e Belgio, e potranno ora essere usati ovunque.