Vecchioni: "Lockdown? Non è prigione, governo ha fatto il massimo"

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di Ilaria Floris

"Riesco a capire. Riesco a capire tutte le difficoltà che ha avuto il governo, capisco il tempo che ha perso, capisco gli errori che ha fatto. Chi non li avrebbe fatti? Qualunque governo li avrebbe fatti. E' facile, col senno di poi, dare delle colpe a un governo o all'altro. Forse su qualche cosa posso essere 'colpevoli', ma per la maggior parte delle cose si sono sbattuti come dei dannati". E' l'opinione di Roberto Vecchioni che, conversando con l'Adnkronos, commenta le nuove misure governative legate alla pandemia.

"Io non vivo male il lockdown -dice il 'professore' della musica italiana, che risiede in Lombardia, una regione classificata dall'ultimo dpcm come 'zona rossa'- Intanto, non è una prigione: siamo liberi. Posso andare a pagare un multa, posso andare in pasticceria, c'è libertà". E sulla scuola, il suo ambito di riferimento, aggiunge: "Io so, perché sono dentro la scuola e l'università, che nemmeno è immaginabile cosa abbiano preparato i dirigenti scolastici. Erano attrezzatissimi, dal punto di vista logistico e culturale. Sui tempi, sulle distanze, sulla disinfezione. Sono stati bravissimi, in nessuna nazione sono stati così bravi. Hanno agito al massimo delle loro possibilità".