Velocista bielorussa accusa: "Mi hanno costretta a partire"

·2 minuto per la lettura

AGI - Prima il messaggio inquietante sui social: “Mi stanno portando in aeroporto contro la mia volontà”. Poi quello più rassicurante: “Credo di essere al sicuro, sono con la polizia”. In due frasi sui social si racchiude il dramma della velocista bielorussa Krystsina Tsimanouskaya, 24 anni, che ha scosso la domenica olimpica in Giappone. La ragazza ha denunciato di essere stata sequestrata dagli allenatori della squadra di atletica, dopo le accuse che la velocista aveva lanciato riguardo la gestione delle gare da parte dello staff.

In un video postato su Telegram, Tsimanouskaya ha chiesto dunque aiuto al Comitato Internazionale Olimpico, sostenendo che dirigenti bielorussi la stavano forzando a lasciare il Giappone contro la sua volontà. 

Due funzionari sarebbero entrati nella sua camera e ordinato di fare i bagagli. All'aeroporto Haneda di Tokyo, l'atleta ha chiesto aiuto alla polizia giapponese perché bloccassero il suo imbarco. “Non tornerò in Bielorussia”, ha scritto via Telegram. Per poi aggiungere, poco dopo, rispondendo a una domanda della Reuters, “penso di essere al sicuro, sono con la polizia”. 

Un fotografo ha confermato che la bielorussa si trova alla stazione della polizia al Terminal 3. Il portavoce di una organizzazione no profit che si occupa di tutelare atleti che criticano il regime, Belarusian Sport Solidarity Foundation, ha confermato che Tsimanouskaya “è stata trasferita in un posto sicuro” e che si trova in costante contatto con diplomatici europei.

Tra le ipotesi, c'è la richiesta di asilo politico in Germania o in Austria. La bielorussa doveva correre lunedì i 200 e, martedì, la 4X400, ma era stata tolta dalla squadra, secondo Nbc, a causa delle critiche che aveva rivolto: aveva parlato di “negligenza degli allenatori”, che avevano deciso di inserirla nella staffetta nonostante non si fosse mai allenata per quel tipo di gara.

La scelta, secondo il Washington Post, sarebbe stata dettata dall'emergenza in cui è finita la squadra di atletica, decimata dalle squalifiche per doping. Il Cio ha comunicato che sta seguendo la situazione e cercando una soluzione. Il Comitato bielorusso ha fornito una versione diversa: la velocista sarebbe stata esclusa dalla squadra a causa del suo “stato emotivo e psicologico”. Versione che Tsimanouskaya ha bollato, sempre sui social, come “bugia”

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli