Vendemmia, Confagricoltura: volumi calano dal 10% al 40%

Image from askanews web site
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Milano, 8 ago. (askanews) - Dai primi dati intorno alla vendemmia "emerge un calo generalizzato dei livelli quantitativi di almeno il 10%, più accentuato laddove ci sono state grandinate, mentre sulla qualità, mai come quest'anno si conferma determinante l'attenta gestione agronomica del vigneto". Lo sostiene Confagricoltura, ricordando che "se in alcune zone d'Italia la vendemmia è già in corso, eventuali piogge entro Ferragosto potrebbero essere decisive per definire l'annata 2022: siamo nel momento dell'ultima maturazione delle uve, che hanno sofferto l'estrema siccità della stagione. Preoccupano le fitopatie".

In Italia situazione a macchia di leopardo, ma con aree del Paese in una situazione difficile. Confagricoltura spiega che in Lombardia la produzione potrebbe calare di oltre il 20%, soprattutto in alcune zone in cui ha grandinato. In una parte dell'Oltrepò Pavese poi, a causa di un evento meteo straordinario, ci sarà un calo di oltre il 60% del raccolto, mentre in Liguria l'assenza di precipitazioni fa stimare un calo dei volumi dal 20%, con punte fino al 40%, e gradazioni alte. Vendemmia anticipata in Emilia-Romagna dove le stime attestano un drastico calo del raccolto nelle aree collinari con una flessione produttiva stimata nell'ordine del 25-30%. In Umbria si stima un calo del 20% ma, come in altre regioni, per i rossi è ancora presto fare previsioni attendibili. Nelle Marche ci si aspetta una diminuzione di circa il 20% dei volumi rispetto alla media, così come nelle zone dell'Abruzzo dove non si è potuto irrigare. La Basilicata alta è quasi del tutto priva di irrigazione e rappresenta il 70% del potenziale produttivo: avrà cali del 25%, mentre per la restante parte del territorio regionale si conta di avere una produzione in crescita del 15%, perché irrigua. Anche in Basilicata è prevista una vendemmia anticipata. In Puglia la produzione in aridocoltura (soprattutto Salento) stima un calo del 20%.

Confagricoltura sottolinea che da Nord a Sud incide comunque l'aumento dei costi di produzione, e ad influire sul mercato ci saranno anche le giacenze. "In prospettiva, alla luce della situazione economica attuale, è ragionevole immaginare nel medio periodo un rallentamento del mercato del vino con minori scambi in volume e valore più contenuto" ha dichiarato il presidente della Federazione nazionale vino di Confagricoltura, Federico Castellucci, aggiungendo che "i consumatori potrebbero cominciare a rallentare l'acquisto di beni non di prima necessità, come il vino, anche nella grande distribuzione organizzata". "La migliore reazione per il settore vitivinicolo italiano - secondo Confagricoltura - è essere ancora più concentrati sui mercati di esportazione, sia europei, sia di Paesi terzi come Usa, Canada e Sud Est asiatico, dove il nostro Paese è molto competitivo per il buon rapporto qualità/prezzo e per l'estrema varietà di prodotto, che da sempre è il punto di forza della nostra viticoltura". "La consolidata immagine del vino italiano, sostenuta da opportune campagne di comunicazione - conclude Castellucci - dovrebbe permetterci di affrontare positivamente questa sfida a livello internazionale".