Venerdì nero per Roma. Come e perché si sciopera

Andrea Managò

Venerdì 25 ottobre si preannuncia come una giornata di passione per i servizi pubblici a Roma, dalla metropolitana agli autobus passando per i treni, la raccolta dei rifiuti, i musei e i servizi tributari di competenza comunale. Lo stop sarà, come detto, di 24 ore. Fasce di garanzie dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 17 alle 20.

I sindacati confederali sono pronti a incrociare le braccia nelle aziende partecipate del Campidoglio, che contano circa 40 mila dipendenti . "Sia chiaro che non ci divertiamo a bloccare la città, perché questo accadrà venerdì 25. È il primo sciopero generale di Roma, non c'era mai stato. Sotto Marino era uno sciopero dei dipendenti comunali", ha spiegato il segretario della Uil Lazio Alberto Civica.

Per Natale di Cola della Cgil: "Stanno facendo morire le società partecipate. Per la prima volta anche le associazioni dei consumatori sostengono questo sciopero che è per Roma. Siamo stufi di vivere nel degrado". Mentre Gianpaolo Pavon della Cisl ha sostenuto: "Ce l'abbiamo messa tutta per trovare accordi con questa amministrazione ma sono diventati carta straccia".

Corse in autobus e metropolitane, gestione di sistemi di mobilità, raccolta e smaltimento dei rifiuti, servizi idrici. E poi farmacie, assicurazioni, mostre, spettacoli teatrali, il giardino zoologico e le sfilate di moda. Il Campidoglio possiede e produce praticamente di tutto, tramite una galassia di oltre 20 tra società partecipate (di primo e secondo livello), enti e fondazioni. Una giungla di aziende ex municipalizzate, che danno lavoro a circa 30 mila persone, caratterizzata da un tratto distintivo: i conti sovente in rosso a fronte di una offerta di servizi di bassa qualità rispetto agli standard europei ed un alto costo di funzionamento.

La riuscita o meno dello sciopero sarà anche una prova per testare se si è incrinato o resiste il rapporto tra l'attuale giunta - che ha sempre sbandierato la volontà di mantenere i servizi pubblici - e i lavoratori delle partecipate. Negli anni la sindaca ha definito più volte potenziale "fiore all'occhiello" della città le aziende capitoline più grandi, nonostante alcuni problemi cronici che le affliggono, cercando di cementare un rapporto forte con i loro dipendenti.

Intanto la sindaca, Virginia Raggi, a margine di un incontro al Mit, è tornata ad appellarsi ai sindacati: "Continuo a invitare i sindacati a revocare questo sciopero che dal nostro punto di vista non ha motivazioni. In Roma Metropolitane c'è la garanzia dei livelli occupazionali, c'è l'intenzione di mantenere la società in mano pubblica". Poi ha aggiunto: "Lo abbiamo dimostrato con Atac che tutti volevano far fallire. Noi l'abbiamo mantenuta pubblica, sta assumendo nuovo personale, sta portando autobus nuovi a Roma, quindi l'intenzione e' chiara. Quando diciamo una cosa la facciamo".