Veneto, 2 mila prof senza tutela

webinfo@adnkronos.com

“La scuola si ritrova nuovamente di fronte all’inizio di un nuovo anno scolastico senza essere riuscita ad affrontare il paradosso di posti disponibili, magari occupati negli anni precedenti da un docente che pur ha superato la valutazione dei propri superiori e che ora si ritrova licenziato; anche con effetto retroattivo e senza nemmeno essere coperto da indennità - spiega l’Assessore veneto Elena Donazzan -. Ho incontrato alcune, tra le tante che mi contattano quotidianamente per raccontare il proprio dramma personale; un problema collettivo e istituzionale".  

"Se riteniamo che la scuola sia una priorità per la comunità, e ancor di più per le Istituzioni, allora dobbiamo ammettere di non essere stati in grado, e non mi sottraggo a questa responsabilità, di risolvere un problema noto a tutti. Problema che, a parer mio, si poteva superare con una norma per non incorrere in un nuovo richiamo da parte dell’Unione Europea, come pare in queste ultime ore. Se riteniamo che la continuità didattica sia un valore da difendere, allora va corretto con urgenza il fatto che agli insegnanti licenziati non sia permesso di rientrare, pur da precari, nello stesso posto, destinato magari a restare vuoto. Dov’è il rispetto per quell’insegnante e per i suoi studenti?”, sottolinea. 

“Nel Veneto – prosegue l’Assessore - si calcola siano 2.800 i partecipanti al concorso straordinario indetto dal Miur per risolvere la situazione dei diplomati magistrali ma solo 150 di questi verranno assunti a tempo indeterminato. Si calcola altresì che nella nostra regione siano circa 2.000 i docenti tornati precari, o che lo torneranno, senza la copertura di un ammortizzatore sociale. La situazione più grave a Camponogara in provincia di Venezia dove su 12 insegnanti sono 11 i licenziati e ben altrettanti i nuovi supplenti che entreranno verosimilmente per l’avvio del prossimo anno scolastico”. 

Gli insegnanti hanno chiesto all’Assessore Regionale di farsi parte diligente per una soluzione dei problemi di un sistema che impedisce all’insegnante licenziato di rientrare, ricordando che non esiste, ad oggi, alcuna graduatoria che possa accoglierli, neppure a livello di istituto. I docenti hanno infine riferito all’Assessore che gli Uffici Scolastici territoriali, sollecitati sul tema, rispondono di essere ancora in attesa di notizie dal Ministero. 

“Chiederò al Ministro Di Maio che il Governo si occupi anche di questi lavoratori – conclude Donazzan - che devono far fronte ad impegni familiari come il pagamento di un mutuo o di un affitto. Ho già coinvolto il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto affinché si intervenga per difendere dove possibile la continuità didattica, condividendo l’iniziativa degli omologhi uffici di Piemonte e Lombardia che hanno sottoscritto un accordo sulle utilizzazioni del personale docente, educativo e A.T.A. delle Istituzioni Scolastiche Statali nel tentativo di risolvere almeno questo punto”.