In Veneto 740 contratti di rete tra imprese

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Venezia, 21 dic. (askanews) - Stare in rete aumenta la forza competitiva delle imprese, favorisce l'innovazione, ne accresce le performance globali. Non sono solo obiettivi teorici dei "contratti di rete", ma risultati consacrati dai fatti, che ora la prima indagine condotta dall'Osservatorio nazionale sulle Reti d'impresa, nato nel 2018, ha confermato. A dichiararlo è, infatti, la maggior parte delle reti del campione intervistato dall'Osservatorio, di cui il Dipartimento di Management dell'Università Ca' Foscari Venezia è socio fondatore, insieme a Infocamere e RetImpresa (Confindustria), e coordinatore scientifico. Introdotto giusto dieci anni fa (legge n. 33/2009), il contratto di rete è uno strumento normativo unico nel suo genere nel panorama internazionale, che consente alle imprese di formalizzare una collaborazione interorganizzativa, lasciando al contempo autonomia a ciascuna, con l'obiettivo di sviluppare sinergie e complementarietà tra partner aziendali.

"Con questa prima indagine campionaria abbiamo potuto approfondire per la prima volta alcuni temi fondamentali per iniziare a misurare l'efficacia dello strumento, e in particolare a descrivere come l'organizzazione e il management delle reti impattino sulla loro performance", spiega Anna Moretti, docente del Dipartimento di Management e coordinatrice scientifica dell'Osservatorio, che sottolinea: "I dati raccolti permettono di ottenere importanti informazioni a valore aggiunto rispetto alla mera anagrafica delle imprese, step fondamentale per delineare le future strategie aziendali e di policy".

"Per la prima volta possiamo comprendere quali reti sono più efficaci in base alla loro struttura, ai meccanismi di governance e di coordinamento - aggiunge Anna Cabigiosu, docente dello stesso Dipartimento di Management e anche lei coordinatrice scientifica dell'Osservatorio -. I risultati ottenuti suggeriscono che reti performanti richiedono specifiche competenze volte a favorire meccanismi di scambio della conoscenza e di monitoraggio dei risultati. Reti performanti richiedono quindi uno sforzo conoscitivo dedicato che l'Osservatorio si impegna a realizzare". Più che raddoppiati nel solo ultimo biennio, sono oggi oltre 740 i contratti di rete in Veneto (circa 5.860 quelli nazionali), siglati da 2.755 imprese: di queste, il 31% fa riferimento al settore dei servizi, il 32% a quello dell'industria e dell'artigianato, il 16% all'agricoltura e pesca, l'11% al commercio, il 9% al turismo, il restante 1% ad altri settori (dati Infocamere, dicembre 2019). Se si analizza poi la distribuzione territoriale, il 21% delle imprese è localizzato in provincia di Verona, il 20% a Venezia, il 19% a Treviso, il 16% a Vicenza, il 6% a Belluno e il 3% a Rovigo.

Per il Veneto la ricerca si è concentrata su un campione significativo di 57 contratti di rete (su circa 500 contratti attivi al 1° maggio 2019, momento di avvio dell'indagine), per un totale di 276 imprese coinvolte (una media di 4-5 imprese per contratto), 5.663 addetti e un fatturato complessivo generato di oltre 407 milioni e 290mila euro (dati bilanci 2017). Il 63% delle reti indagate è di tipo verticale (reti di filiera), il 19% orizzontale (cooperative-competitive), il 18% di tipo misto (sia verticale che orizzontale). E' sul fronte della misurazione della performance delle reti e del loro impatto sulla competitività delle singole aziende che emergono i dati più significativi, in linea con quanto l'Osservatorio si proponeva di conoscere. Globalmente il 61% degli intervistati veneti dichiara che la rete ha raggiunto i propri obiettivi e il 53% che è profittevole; il 63% è molto soddisfatto della forza delle relazioni tra i membri. Ed entrando più nello specifico, il 62% conferma che la rete ha aumentato la forza competitiva dei propri membri e circa il 40% afferma di cogliere risultati di tipo economico, che vanno concretamente dall'aumento della quota di mercato della rete, alla crescita delle vendite e dei profitti.