Veneto, Ava: "Da pmi risposta a abitudini turisti post pandemia"

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"La pandemia ha cambiato le abitudini del turista, delle aziende ma anche delle associazioni di categoria. Secondo l'Associazione veneziana albergatori (Ava) una maggiore capacità materiale e immateriale messe a disposizione delle pmi sono la risposta alle problematiche. Rispondere con le competenze e il confronto ai cambiamenti delle abitudini delle persone e del ruolo delle aziende nel turismo". Queste sono le proposte di Claudio Scarpa, direttore Ava, intervenuto nel primo convegno sulla trasformazione del lavoro nel turismo veneto promosso da Manageritalia Veneto e tenuto presso l’aula magna Silvio Trentin a Ca’ Dolfin, una delle sedi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

"Da questa pandemia - spiega Scarpa - usciamo tutti cambiati anche se stiamo riprendendo in mano la normalità è cambiato il clima del turismo dove prima tutti avevano la possibilità di viaggiare mentre ora volare, per esempio, è diventato una cosa solo per persone con maggiore disponibilità economica. Non sono cambiate solo le persone, ma anche le aziende e chi pagherà il prezzo più alto saranno le piccole e medie imprese: i più grandi hanno le capacità e le competenze per adattarsi ma chi è abituato a decenni a proporre lo stesso prodotto ed è meno propenso ad innovare si ritrova in difficoltà".

"Ecco che - sostiene - nasce il bisogno di fornire quelle capacità materiali e immateriali, dalle persone alle competenze, al fine di superare i momenti meno facili. Anche il mercato delle associazioni di categoria è cambiato poiché c’è stato un boom di adesioni grazie a promozione, informazioni e proposte rivolte alle aziende che necessitano di qualcosa. Infine, serve saper dialogare nel territorio, non siamo più soli e serve confrontarsi con gli altri, andando oltre la propria filiera".

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