Veneto e legge su 'controllo vicinato', Consulta: "Incostituzionale"

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di Enzo BonaiutoLa sicurezza primaria spetta soltanto allo Stato e sul tema non possono legiferare anche le Regioni. E' quanto stabilisce la Corte Costituzionale, con una sentenza depositata oggi al palazzo della Consulta, con la quale dichiara "incostituzionale" la legge regionale del Veneto sul cosiddetto 'controllo di vicinato', "viola la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza".

La Corte Costituzionale ricorda che "spetta soltanto allo Stato legiferare in materia di sicurezza primaria, che consiste nell’attività di prevenzione e repressione dei reati, primariamente affidata alle forze di polizia. Alle Regioni è invece consentito prevedere interventi a sostegno della cosiddetta sicurezza secondaria, in particolare mediante azioni volte a rafforzare nel contesto sociale una cultura della legalità, nonché a rimuovere le condizioni nelle quali possono svilupparsi fenomeni di criminalità".

La legge regionale del Veneto esaminata dalla Consulta disciplinava forme di controllo del territorio da parte dei cittadini in chiave di ausilio alle forze di polizia rispetto ai loro compiti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e pertanto "incideva inevitabilmente sulla sicurezza primaria, riservata dalla Costituzione alla competenza legislativa dello Stato".

La Corte Costituzionale ha tuttavia precisato che "nulla vieta alla legge statale di disciplinare direttamente il fenomeno del 'controllo di vicinato', già oggetto del resto di numerosi protocolli di intesa tra prefetture e comuni, in varie di parti del territorio nazionale".

Tutto ciò "nell’ottica, riconducibile al principio di sussidiarietà orizzontale, di partecipazione attiva e responsabilizzazione dei cittadini rispetto all’obiettivo di una più efficace prevenzione dei reati, attuata attraverso l’organizzazione di attività di supporto alle attività istituzionali delle forze di polizia".