Veneto, idea "patente di immunità": come funziona e a cosa serve

La Regione Veneto non si lascia fermare dal coronavirus e, nell’ottica di ampliare le strategie per arginare sempre più il contagio, è stato dato il via per sperimentare il ricorso al plasma di persone guarite come terapia supplementare. Secondo quanto riferito dal governatore Luca Zaia l’idea è quella di fornire una “patente di immunità ai soggetti nei quali si riscontreranno gli anticorpi al coronavirus e che quindi hanno contratto la malattia ma sono guariti”.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera ieri il Comitato tecnico scientifico del Veneto ha dato il via libera al progetto per la diagnostica sierologica che prevede la ricerca di anticorpi nel sangue di 60.000 operatori sanitari di 20.000 dipendenti delle case di riposo. Il test, rapido e affidabile, è stato prodotto da una ditta cinese e validato dalle Università di Padova e Verona e servirà per “rilevare nel sangue la quantità di anticorpi protettivi contro il Covid-19” secondo quanto spiegato dal direttore generale della Sanità del Veneto Domenico Mantoan.

Tale test, ha ammesso Mantoan, consentirà “di individuare i soggetti immuni all’infezione”.

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“L’idea è di dare una sorta di patente di immunità ai soggetti nei quali si riscontreranno gli anticorpi al virus e che sono guariti. E possono tornare a lavorare. Abbiamo già acquistato 732mila test rapidi” ha annunciato Zaia.

L’indagine, sottolinea il Corriere, servirà anche per tracciare un gruppo di soggetti contagiosi e identificare la positività al di fuori della fascia temporale del test molecolare, monitorare il decorso dei pazienti risultati positivi e in via di guarigione e accertare possibili potenziali ricadute.

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L’idea della “patente d’immunità” è piaciuta sin da subito agli imprenditori industriali veneti che, come riferito dal quotidiano, attendono speranzosi la ripresa dell’attività. In tal senso, secondo quanto emerge, sembra che il governatore Zaia sia già stato contattato dagli industriali che si sarebbero detti pronti a pagare i test per i lo dipendenti. In seguito sarà sottoposto a screening il resto della popolazione veneta per accertare se si sia creata o meno l’immunità di gregge (se almeno il 60% dei cittadini veneti sia protetto dal virus).

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