Veneto, Lanzarin: fondo di equo indennizzo per valvole killer

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Venezia, 21 ago. (askanews) - La Regione Veneto ha definito a quanto ammonta l'indennizzo da corrispondere ai dodici pazienti vittime delle valvole cardiache difettose prodotte dalla Ditta Tri Technologies e impiantate nell'Azienda ospedaliera di Padova all'inizio degli anni Duemila. "Non si tratta di un risarcimento -premette l'assessore alla Sanità e al Sociale della Regione Veneto, Manuela Lanzarin - visto che non c'è una sentenza che addebiti alla Regione o all'Azienda ospedaliera la responsabilità dell'impianto difettoso, ma di un indennizzo, cioè di un contributo di solidarietà, dettato da ragioni di partecipazione umana e sensibilità istituzionale verso persone e famiglie duramente provate da una vicenda dolorosissima e sconcertante".

Facendo proprie le conclusioni della commissione tecnica costituita a primavera, la Giunta regionale ha definito i criteri di riparto degli 850 mila euro stanziati con il collegato al bilancio 2019, a titolo di solidarietà verso le famiglie delle vittime delle valvole difettose: ai dieci pazienti oggi in vita saranno corrisposti 60.714 euro in due tranches (tra il 2019 e il 2020), mentre per ciascuna delle altre due posizioni, riguardanti gli eredi dei due pazienti che sono deceduti in correlazione allo sfortunato impianto la quota di indennizzo di solidarietà sarà raddoppiata, pari a 121.428 euro, in considerazione del 'bisogno' più rilevante di un nucleo che ha perso il genitore capo-famiglia. Per tutti i 12 destinatari la concessione del contributo è condizionata alla rinunzia ad eventuali contenziosi pendenti con l'Azienda Ospedaliera di Padova.

"Le valutazioni della commissione tecnica regionale, composta dai direttori degli Affari legislativi e dell'unità Dipendenze, Terzo Settore, Nuove marginalità e Inclusione sociale dei Servizi sociali della Regione, da un avvocato dell'Azienda ospedaliera di Padova e da un medico legale dell'Università di Padova - evidenzia Lanzarin - hanno consentito di individuare i destinatari e di ripartire il contributo regionale secondo criteri omogenei, riconoscendo una priorità a quei nuclei familiari che hanno perso il capofamiglia. Ricordo che quello regionale è un intervento di natura sociale, a titolo di equo indennizzo, verso famiglie a cui il corso giudiziario della vicenda ha revocato, a distanza di anni, le somme inizialmente corrisposte dall'Azienda ospedaliera di Padova, in via provvisionale, a titolo di risarcimento. Quel risarcimento non era dovuto - hanno stabilito le sentenze della magistratura - perché né l'azienda né i suoi medici erano a conoscenza e quindi non potevano essere considerati responsabili del malfunzionamento di valvole di cui allora non si conoscevano i difetti di fabbricazione".

"La proposta di assegnazione del fondo passa ora al vaglio della quinta commissione del Consiglio regionale, che valuterà - spero in tempi brevi - criteri, modalità ed effetti del provvedimento. Credo che l'organismo tecnico regionale abbia individuato con saggezza e tempismo un criterio equo di suddivisione del fondo e un percorso di chiusura del contenzioso accettabile per tutte le parti coinvolte - conclude l'assessore - Certo, resta l'amarezza per una vicenda dolorosa che rappresenta una ferita aperta nella storia della sanità veneta e nella vita delle famiglie coinvolte. Pur consapevole che la verità giudiziaria non potrà dare ristoro al dolore di chi ha perso un padre, un marito, un fratello o un congiunto, credo che la Regione abbia dato prova di buona volontà e disponibilità, mettendo in campo un vero intervento di solidarietà, che viene incontro al bisogno oggettivo di chi si ritrova a scontare il dramma del lutto e l'angoscia per il proprio futuro economico".

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    Alena Seredova è incinta: “Quando l’amore regala la vita”

    Con un tenero scatto via social Alena Seredova ha rivelato di aspettare un figlio da Alessandro Nasi: per lei si tratta del terzo.

  • "Mamma sto benone ma mandami da mangiare", lettera dal lager
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    "Mamma sto benone ma mandami da mangiare", lettera dal lager

    di Ileana Sciarra L'Alzheimer ha cancellato i ricordi e forse anche l'orrore di chi è stato deportato in un campo di concentramento. Giuseppe Realmuto venne colpito dalla malattia ad appena 60 anni, ma la memoria dei giorni da soldato trascorsi al fronte, a 'resistere', e da prigioniero in un campo di concentramento tedesco con la 'colpa' di aver combattuto la Germania nazista è impresso nelle lettere che inviava alla sua famiglia. Realmuto è tra i 600mila soldati italiani che hanno 'resistito' ricordati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso al Quirinale per il 'Giorno della memoria'. E' scomparso nell''88, ma domenica scorsa la Prefettura di Palermo ha consegnato alla sua famiglia la medaglia d'onore. Il pronipote, 6 anni, l'indomani ha raccontato a scuola di quella medaglia: ''Maestra, mio nonno era un eroe!". Dal lager dove era rinchiuso Realmuto scriveva alla sua famiglia tacendo l'orrore che viveva e che vedeva attorno a sé. "Sono prigioniero dal 27 settembre - si legge in uno stralcio della missiva datata 20 dicembre 1943 in possesso dell'Adnkronos - e ringrazio il buon Dio godo di ottima salute. Mamma, siccome il comando tedesco mi diede il permesso di potermi inviare dei pacchi, prego al più presto di spedirmelo e cercare di inviarmi cose da mangiare e 'sicarette', però prima di tutto roba da mangiare".  Realmuto aveva fame e tanta. Quando tornò a casa nel '45 - a Baucina, paesino alle porte di Palermo - era ridotto una larva, pesava appena 40 kg. Dei giorni all'"inferno" non voleva parlare, solo il nipote più grande ne custodisce i racconti, dalle bucce di patate che era costretto a mangiare ai compagni che vedeva morire attorno a sé.  "La Giornata della memoria quest'anno è stata per la nostra famiglia più importante del solito - spiega all'Adnkronos la nipote, Valentina Pinello - E' il ricordo e il riconoscimento della partecipazione di mio nonno alla guerra e alla resistenza che l'Alzheimer aveva cancellato e che adesso la medaglia ci ha in parte restituito".

  • Stefano e Belen lasciano l’Italia? La risposta della coppia
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    Stefano e Belen lasciano l’Italia? La risposta della coppia

    Dopo i guai giudiziari sembra che Belen e Stefano abbiano deciso di lasciare l'Italia, e avrebbero già deciso dove trasferirsi.

  • Il relitto del Titanic urtato da un sottomarino
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    Il relitto del Titanic urtato da un sottomarino

    Il relitto del Titanic è stato urtato da un sottomarino, ma l'incidente, avvenuto lo scorso anno, è stato tenuto segreto. A riportare la notizia è il Telegraph, che ha avuto accesso ai documenti relativi ad un procedimento penale in corso negli Stati Uniti. A scontrarsi a 3.800 metri di profondità nell'Atlantico del Nord con il relitto del più celebre transatlantico della storia è stato un mezzo sottomarino da 35 milioni di dollari, noleggiato dalla Eyos Expeditions, un tour operator con sede nell'Isola di Man, che organizza viaggi avventurosi per aspiranti (e ricchi) esploratori.  I fatti risalgono allo scorso luglio, quando a causa di "correnti intense e altamente imprevedibili" il pilota del sottomarino ha perso il controllo del mezzo, urtando il relitto. A bordo si trovavano anche scienziati della Newcastle University e si trattò del primo contatto con il relitto del Titanic in quasi 15 anni. La spedizione fece anche notizia, quando al suo ritorno rivelò tra l'altro che la famosa vasca da bagno del capitano era scomparsa all'interno del relitto, sempre più deteriorato. Al Telegraph il capo della spedizione, Rob McCallum ha confermato che ci fu un "contatto" con il Titanic, sulla fiancata di dritta, a causa delle forti correnti oceaniche, ma che i danni apportati al relitto furono di lieve entità.  La vicenda della collisione è emersa nell'ambito della battaglia legale in corso per decidere il futuro del Titanic, ad oltre un secolo di distanza dall'inabissamento del transatlantico. Il mese prossimo la Rms Titanic Inc, società Usa specializzata nel recupero di relitti, chiederà ad un giudice di un tribunale della Virginia il permesso per recuperare dal relitto alcuni manufatti, tra i quali un telegrafo Marconi definito la "voce del Titanic".  La società statunitense è dal 1994 l'unica entità legalmente autorizzata a rimuovere oggetti dal sito, ma finora non aveva mai espresso il proposito di avvalersi di questo diritto. Ad opporsi alla rimozione di manufatti del Titanic è la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), l'agenzia meteorologica statunitense, a sua volta responsabile della protezione dei relitti che giacciono in profondità. La Rms Titanic Inc ha fatto la prima mossa, contestando la giurisdizione della Noaa sul relitto del Titanic Nella complicata vicenda legale, la Rms Titanic Inc ha accusato l'agenzia Usa e la Eyos Expeditions di avere nascosto per mesi la notizia della collisione con il relitto. Di qui, la richiesta di fornire spiegazioni al tribunale. La prima udienza del caso è fissata per il 20 febbraio. Se la Rms Titanic avrà la meglio, l'azienda ha già annunciato che prevede di prelevare i primi manufatti dal relitto a partire da questa estate.

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    Si torna a parlare di limiti di velocità a 150 km/h in autostrada, divieto di fumo per chi è alla guida e niente smartphone

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    Attimi di romanticismo tra Antonio Zequila e Clizia Incorvaia al Grande Fratello Vip: il gieffino si è dichiarato.

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    Marito sviene in sala parto, la moglie scatta selfie /Foto

    Lui sviene in sala parto, la moglie -sdraiata- lo fotografa divertita. L’emozione di diventare genitore ha colto di sorpresa un neo papà: mentre la compagna dava alla luce il loro primo figlio, l’uomo ha perso i sensi in sala parto. La donna, come ricostruisce notizie.it, non si è persa d’animo e ha catturato l’esilarante momento in un selfie. Pubblicato sui social, lo scatto ha conquistato innumerevoli commenti scherzosi. La foto è stata pubblicata su Instagram: un uomo steso a terra circondato da medici. Si tratta di un neo papà che si è fatto prendere dall’emozione della nascita del primo figlio. Stava assistendo la moglie nel momento del parto, ma è stato lui ad aver bisogno di soccorso. L’uomo ha perso i sensi in sala parto e il selfie lo ritrae circondato dagli ostetrici divertiti dall’ironia della situazione. La foto è stata scattata dalla moglie stessa, che dopo aver dato alla luce il bambino, non ha perso l’occasione di farsi beffe del “debole” partner. Pubblicato sui social, lo scatto ha attirato innumerevoli commenti. Gli utenti hanno colto l’ironia del momento, facendo battute sull’episodio. “Doveva assistere se stesso” recita un commento. “Povero ragazzo, non aveva idea di cosa sarebbe successo” continua un altro. E ancora: “Lo mostreranno al figlio quando sarà più grande”. Una donna coglie poi il punto della situazione: “Questa foto spiega il motivo per cui siamo noi a dare la vita, siamo senza dubbio più forti“.

  • Sex Toys, nasce un progetto tutto Italiano: il nuovo Network Love Deal.
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    Sex Toys, nasce un progetto tutto Italiano: il nuovo Network Love Deal.

    Il primo incontro ha registrato il tutto esaurito. Tantissime le novità presentate dal brand italiano dedicato alla cura del benessere sessuale e del corpo.  Roma, gennaio 2020 - Lo scorso sabato 25 gennaio presso le sedi di MSX Distribution a Guidonia, in provincia di Roma, si è tenuto l’evento inaugurale del nuovo brand Love Deal. Il nuovo marchio unisce le potenzialità della piattaforma e-commerce con un innovativo canale di vendita. Alle spalle del progetto c’è l’azienda leader di settore in Italia nel mercato dei sex toys: MSX Distribution.  All’evento hanno presenziato, oltre ai soci e ai collaboratori dell’azienda, i nuovi incaricati del Network, chiamati Love Dealers. Cospicua è stata anche la partecipazione di semplici curiosi o interessati alla nuova idea di business proposta con il progetto Love Deal.  I lavori della giornata di sabato si sono aperti con una panoramica sul mercato dei sex toys, sulla sua continua evoluzione e sull’aumento esponenziale del fatturato annuo. Contemporaneamente è stato proiettato il video di presentazione aziendale, che ha introdotto ai presenti la vision e la caratteristiche del brand. Successivamente si è svolta una presentazione dettagliata dei prodotti oggetto delle vendite, che potete trovare al sito www.lovedeal.it .  La vendita dei prodotti avviene attraverso il format già sperimentato con successo degli incontri a tema, con un numero di partecipanti che può variare da 3 a 6. Questa metodica è stata individuata dall’azienda come il luogo più proficuo e intimo dove sessualità e business possono incontrarsi.  Oltre a un’opportunità di guadagno infatti, Love Deal si propone anche come portatore di un messaggio importante: quello del benessere sessuale come componente fondamentale delle vita di ognuno.  L’evento non è stato solo conoscitivo, ma anche un momento di confronto in cui nella pratica gli incaricati hanno ricevuto nozioni base sul sistema di Network e sui vari step da seguire per aumentare le provvigioni ed ampliare il loro business in autonomia, ma sempre avendo alle spalle il supporto aziendale. Inoltre sono state fornite delle linee guida per un utilizzo ottimale delle piattaforme Social al fine di incrementare il proprio business.  La giornata si è conclusa con una breve intervista al CEO di MSX Distribution Simone Bonura, attraverso la quale gli invitati hanno potuto conoscere il percorso personale, imprenditoriale e la vision innovativa dell’azienda.  La prima Convention nazionale è prevista per i giorni 23 e 24 maggio, sempre a Roma, per lanciare le altre novità che Love Deal ha in serbo per il 2020.  LOVE DEAL: Love Deal è l’occasione per avviare una carriera di successo indipendente, supportato da professionisti della vendita e della comunicazione. Un love shop online a tua completa disposizione, un ampio catalogo di prodotti selezionati e un’opportunità di guadagno semplice e immediata. Leader nella produzione e nella vendita di love toys, abbigliamento intimo e cosmetici Love Deal è un brand di proprietà di MSX Distribution, azienda punto di riferimento del mercato dal 2005 in Italia ed Europa.  Una compagnia solida, con esperienza decennale nella produzione, nella vendita e nella logistica. Una garanzia reale di eccellenza e affidabilità dalla formazione al management. Sito web: www.lovedeal.it

  • Emilia Romagna, Scanzi: "Salvini ha pagato errore citofono"
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    Emilia Romagna, Scanzi: "Salvini ha pagato errore citofono"

    In Emilia Romagna "ha perso Salvini e ha vinto un'idea diversa della politica, più che la sinistra. Salvini ha perso perché nei giorni finali ha sbagliato tutto: l'errore del citofono lo ha pagato a caro prezzo così come le uscite deliranti del vice sceriffo più che del vice sindaco di Ferrara Nicola Lodi, quello che è andato in tv a dire vi faremo un c...così". Lo dice il giornalista Andrea Scanzi analizzando, a Otto e Mezzo su La7, il risultato delle elezioni regionali in Emilia Romagna.  "Salvini ha mobilitato anche quelli che non erano convinti né nei confronti di Bonaccini né nei confronti del Partito Democratico. Ma non ha vinto il Pd e men che meno la linea nazionale del Pd, ove esistente. Ha vinto Bonaccini, che incarna una sinistra diversa e che ha governato benissimo in Emilia Romagna -prosegue Scanzi-. Parliamoci chiaro, faceva ridere dover scegliere tra Borgonzoni e Bonaccini. Nell'aspetto organizzativo è come scegliere tra Jimi Hendrix e Povia...Se il Pd è convinto di aver risolto tutti i problemi non ha capito niente e rimette in gioco Salvini".

  • Gf Vip, lite tra Adriana Volpe e Rusic: “La maestra falla con Magalli”
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    Gf Vip, lite tra Adriana Volpe e Rusic: “La maestra falla con Magalli”

    Volano scintille tra Adriana Volpe e Rita Rusic al Grande Fratello Vip: la produttrice ha accusato la collega di averla mandata in nomination.

  • Assalto su A1, polizia: tre portavalori attaccati da 18 banditi
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    Assalto su A1, polizia: tre portavalori attaccati da 18 banditi

    Tra Cerro al Lambro (Milano) e Lodi Vecchio. Bruciate 13 auto

  • Morto per il mancato ricovero: per i medici era “solo un’influenza”
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    Morto per il mancato ricovero: per i medici era “solo un’influenza”

    "Solo un'influenza", avrebbero detto i medici al parrucchiere romano colpito da una broncopolmonite. A 47 anni è morto a causa del mancato ricovero

  • Estorsione mafiosa, arrestata l'ex consigliera regionale del Lazio
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    Estorsione mafiosa, arrestata l'ex consigliera regionale del Lazio

    Ma il movimento di "Cambiamo! Con Toti" nega che la Cetrone abbia ricoperto incarichi nazionali e regionali.

  • Abusi sessuali su due fratelli, 9 religiosi indagati
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    Abusi sessuali su due fratelli, 9 religiosi indagati

    Cinque sacerdoti, un frate e altri tre religiosi, risultano indagati nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Prato per presunte violenze sessuali nei confronti di due fratelli, entrambi minorenni all'epoca dei fatti contestati. Ne dà notizia oggi il quotidiano "La Nazione".  Gli abusi sessuali, secondo quanto ipotizzano gli inquirenti, si sarebbero consumati per anni fra le mura delle sedi di Prato e di Calomini (Lucca) dell'ex comunità religiosa 'I Discepoli dell'Annunciazione', soppressa ufficialmente un mese e mezzo fa, con decreto emesso dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata della Santa Sede, per una serie di problemi fra i quali "forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo".  Il vescovo di Prato, monsignore Giovanni Nerbini, di fronte alla diffusione della notizia di avvisi di garanzia ha espresso, con una nota, "piena fiducia nella magistratura e continua a offre agli inquirenti la fattiva collaborazione della Diocesi". "Le ipotesi di reato sono gravissime e addolorano l’intera comunità diocesana pratese", sottolinea il comunicato diffuso dalla Curia. Lo stesso vescovo lo scorso dicembre si era recato, di propria iniziativa, in Procura per riferire suo fatti a sua conoscenza dopo le denunce presentate alla Diocesi nei mesi scorsi. "Non nascondo il mio dolore e la mia viva preoccupazione e vorrei sperare che gli addebiti mossi non risultino veri, ma voglio chiaramente dire - afferma mons. Nerbini - che il primo interesse che la Chiesa di Prato ha è quello della ricerca della verità. Per questo auspico che la Magistratura, nell’interesse di tutti, possa portare quanto prima a termine le indagini". La vicenda aveva avuto inizio nel giugno dello scorso anno quando all'allora vescovo di Prato, monsignore Franco Agostinelli, era stata presentata una denuncia da parte di un giovane il quale raccontava che diversi anni prima - all’epoca lui era minorenne - aveva subìto abusi sessuali e psicologici all’interno della comunità in questione. Della notizia il vescovo aveva dato immediatamente comunicazione alla Congregazione per la Dottrina della Fede, la quale nel settembre scorso aveva disposto la celebrazione di un processo amministrativo penale.  Il vescovo attuale aveva così immediatamente provveduto all'apertura del procedimento - tuttora in corso - secondo le norme del diritto canonico. Senza attenderne le conclusioni, il vescovo diocesano si era recato lo scorso dicembre, di propria spontanea iniziativa presso la Procura della Repubblica di Prato. Fin da subito il vescovo aveva accolto e ascoltato il denunciante. Qualche settimane fa la Diocesi aveva dato notizia della soppressione, voluta dalla Santa Sede, dell'associazione: questo provvedimento, assunto dalla Congregazione vaticana per la vita religiosa prima e indipendentemente dell'avvio del procedimento penale canonico e delle indagini da parte della Procura pratese, è basato, come già reso noto, "su gravi mancanze riguardanti il carisma e lo svolgimento della vita religiosa all'interno della comunità, oltre che dal venir meno degli aderenti". Tra i nove indagati figura anche il fondatore della comunità religiosa, don Giglio Gilioli, 73 anni, sacerdote veronese trasferitosi a Prato da oltre dieci anni. Le indagini sulla comunità religiosa che doveva accogliere e fare crescere i ragazzi, aiutarli, sostenerli, tirandoli fuori dalle difficoltà, avrebbe fatto emergere, invece, un inferno di perversione e violenza nei confronti dei minorenni ospitati. Questo almeno ipotizza la Procura pratese che ha messo nel mirino nove componenti dei 'Discepoli dell'Annunciazione', realtà di ispirazione mariana, soppressa ufficialmente dal Vaticano nel mese di dicembre dopo poco più di 14 anni di attività, a seguito di una visita canonica voluta dalla Santa Sede.  Su quel'ex confraternita formata da sacerdoti, religiosi e consacrati, nata a Prato per volontà del fondatore don Giglio Gilioli. Secondo i ragazzi, già ascoltati dagli investigatori, c’erano violenze ripetute e inenarrabili, anche in gruppo, per anni e anni. Sono due le vittime accertate finora, ma potrebbero essercene altre, almeno stando a quanto fanno emergere le testimonianze dei due fratelli, che sembrano inoltre suggerire la presenza di altri adulti, le cui identità sono ancora in corso di accertamento, in occasione degli episodi di violenza.  L’inchiesta sarebbe partita proprio dalle dichiarazioni rese dai due fratelli a distanza di alcuni anni dalle violenze, ma anche da altre persone ascoltate dagli uomini della squadra mobile della questura di Prato. Per una delle vittime i fatti risalirebbero al periodo che va dal 2008 all’estate del 2016 e gli abusi si sarebbero consumati sia nella sede di Prato che in quella di Calomini, in provincia di Lucca.  Otto dei nove indagati si sarebbero approfittati del ragazzino, abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica, e costringendolo a compiere e a subire atti sessuali, anche con più persone. L’altro fratello, invece, sarebbe stato oggetto di violenze sessuali da parte di due degli indagati. Anch’egli minorenne all’epoca dei fatti, sarebbe stato costretto a compiere e a subire atti sessuali all’interno della sede dei "Discepoli dell’annunciazione" in un lasso di tempo che va dal 2009 al 2012.  Gli episodi sarebbero stati confermati dalle stesse vittime, ritenute credibili dalla Procura. I magistrati nel disporre le perquisizioni personali a carico dei nove religiosi e una serie di accertamenti approfonditi nelle tre sedi dell’ex associazione religiosa (a Prato, ad Aulla e a Calomini), non esclude la possibilità di trovare documenti cartacei e informatici - comprese registrazioni audio e video - capaci di testimoniare quelle violenze.  L’inchiesta è solo all’inizio e potrebbe approdare a sviluppi clamorosi: forse nuove vittime, forse nuovi aguzzini. Quel che è certo che a dicembre il Vaticano c’era andato giù pesante nelle motivazioni che accompagnavano il provvedimento di chiusura della congregazione religiosa. Indicando "forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo". Ma anche "limiti nel reclutamento e nella formazione dei membri" e "deficienze nell’esercizio dell’autorità".

  • Tortelloni al prosciutto crudo richiamati: possibile contaminazione microbiologica
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    Tortelloni al prosciutto crudo richiamati: possibile contaminazione microbiologica

    Il Ministero della Salute ha disposto il ritiro dal mercato dei tortelloni al prosciutto crudo Fior di Pasta venduti dalla catena Penny Market.

  • Schianto in galleria all’altezza di San Teodoro sulla 131 dcn: muore 24enne
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    Schianto in galleria all’altezza di San Teodoro sulla 131 dcn: muore 24enne

    Tragico incidente stradale nella notte fra martedì e mercoledì 29 gennaio: un giovane di 24 anni ha perso la vita in uno schianto in galleria.

  • Non gli aprono conto corrente, lancia molotov contro banca
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    Non gli aprono conto corrente, lancia molotov contro banca

    Un uomo ha lanciato una bottiglia incendiaria contro l'ingresso dell'agenzia della Banca popolare dell'Emilia Romagna di Vibo Valentia, dandosi poi alla fuga. Tratto in salvo dai Vigili del Fuoco l'unico dipendente presente in quel momento nell'istituto di credito.

  • Nuovo virus, per la prima volta ricreato fuori dalla Cina
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    Nuovo virus, per la prima volta ricreato fuori dalla Cina

    Un team di scienziati del 'Peter Doherty Institute for Infection and Immunity' di Melbourne ha annunciato di avere ricreato per la prima volta in laboratorio, fuori dalla Cina, il nuovo coronavirus responsabile dell'epidemia di casi che sta spaventando il mondo. I ricercatori australiani l'hanno definita "una svolta significativa". La scoperta sarà ora condivisa con l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nella speranza che possa aiutare chi sta lavorando a diagnosticare e combattere il virus.  "Ci siamo preparati a un evento come quello accaduto in Cina per molti, molti anni, ed è proprio per questo che siamo riusciti a ottenere una risposta così in fretta" ha affermato Mike Catton del 'Peter Doherty Institute for Infection and Immunity', citato dalla Bbc online. Secondo gli scienziati, disporre di una copia del virus significa "poter avere un materiale di controllo" per "un test diagnostico precoce in grado di rilevare il virus nelle persone che non hanno mostrato sintomi". Il virus 'copia', conclude Cotton, "aiuterà anche nella valutazione dell'efficacia dei vaccini di prova che si stanno mettendo a punto".

  • Assalto a un portavalori a Milano: 7 auto e un tir in fiamme, chiodi in strada
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    Assalto a un portavalori a Milano: 7 auto e un tir in fiamme, chiodi in strada

    Una decina di militari a bordo di sei auto ha messo in atto un assalto (fallito) a un portavalori all'altezza di Lodi, sulla A1, vicino a Milano.

  • "Io, ex di un Casamonica che mi ha distrutto la vita"
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    "Io, ex di un Casamonica che mi ha distrutto la vita"

    "I Casamonica mi hanno distrutto la vita. Non avevo sposato soltanto Massimiliano ma tutto il clan". Lo ha detto in aula la 'pentita' Debora Cerreoni, che è stata sposata con Massimiliano Casamonica, nel maxiprocesso al clan che vede 44 imputati con accuse che vanno dall'associazione mafiosa dedita al traffico e allo spaccio di droga, all'estorsione, l'usura e detenzione illegale di armi. Al processo si è arrivati dopo l'indagine 'Gramigna', coordinata dal procuratore facente funzioni Michele Prestipino e dal pm Giovanni Musarò. Parlando dei soldi del clan, la donna ha detto: "So che Giuseppe Casamonica diceva di avere 10 milioni di euro nascosti nei muri, l'abitudine era di 'murare' i soldi". "Non sono mai stata ben vista da loro perché ero 'gaggia' (cioè non sinti o rom, ndr.) - ha raccontato la donna in alcuni passaggi tra le lacrime, collegata in videoconferenza - dovevo fare quello che dicevano loro, non potevo fiatare, ogni volta erano discussioni e botte. Lavoravo come cuoca e neanche questo andava bene, non mi vestivo come loro. Una volta ero a vicolo di Porta Furba e venni insultata perché mi ero tagliata i capelli di un centimetro, arrivavano a controllarmi anche la spesa. Mi accusavano dei tradimenti ma anche lui mi tradiva, anche con una partecipante di 'Uomini e donne'".Ricostruendo le fasi di quando venne sequestrata, la pentita ha raccontato: "Quel giorno le donne del clan mi hanno sputato davanti ai bambini che si sono messi a piangere. Mi hanno tolto il cellulare. Ero costretta ad andare in bagno lasciando la porta aperta e per cercare di nascondere il sequestro mi hanno anche portato alla festa di un loro parente. Hanno anche minacciato di sciogliermi nell'acido"."Non ce la facevo più - ha concluso la donna -. Più volte ho pensato di denunciarlo ma ogni volta che andavo in caserma alla fine non entravo e piangevo, avevo paura per i bambini. Ma nel maggio 2014 sono riuscita a fuggire e a Bologna ho sporto denuncia. Avevo paura e temevo ritorsioni sui miei figli".

  • Giulia De Lellis senza veli: la foto infiamma i social
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    Giulia De Lellis senza veli: la foto infiamma i social

    Uno scatto di Giulia De Lellis ha fatto impazzire i fan: l'influencer si è concessa un bagno notturno completamente senza veli.

  • Suicidio a Firenze, un tedesco di 35 anni si getta dal ponte Vespucci
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    Suicidio a Firenze, un tedesco di 35 anni si getta dal ponte Vespucci

    Suicidio a Firenze, dove un 35enne tedesco si è gettato dal ponte Vespucci, sbattendo sul selciato della pista in cemento ai lati dell'Arno