Veneto: nuovo rapporto Piano Sorveglianza Sanitaria Pfas

Red

Venezia, 9 gen. (askanews) - Continua ad estendersi il Piano di Sorveglianza Sanitaria sulla Popolazione Esposta a Pfas, nell'ambito del quale, a metà dicembre 2019, erano 72.100 i residenti nell'area rossa invitati a sottoporsi allo screening, dalle caratteristiche uniche in Italia, gestito dalla Direzione Prevenzione dell'Area Sanità e Sociale della Regione Veneto, in collaborazione con le Ulss del territorio. Lo rivela l'undicesimo Rapporto, del dicembre 2019, redatto dalla Direzione regionale del Veneto Prevenzione. Le visite di primo livello finora effettuate sono state 42.400, delle quali 37.200 hanno disponibili le analisi e gli esiti completi. Il programma coinvolge i 21 Comuni inseriti in area rossa sin dall'inizio della vicenda, più 9 Comuni (di cui 7 coinvolti solo parzialmente) inseriti successivamente con una delibera del maggio 2018.

Nella gigantesca operazione di screening sono stati coinvolti fin dall'inizio i nati dal 2002 al 1951, chiamati progressivamente in ordine di età crescente. Con la delibera del maggio 2018, la sorveglianza sanitaria è stata ampliata anche ai soggetti in età pediatrica residenti nell'area rossa e ai nuovi 14enni. L'estensione del Piano di Sorveglianza Sanitaria ha complessivamente già superato il 68% dei soggetti eleggibili nati tra il 1951 e il 2002. La chiamata dei nuovi 14enni e dei ragazzi in età pediatrica segue un programma quinquennale che per il 2019 è stato rispettato. L'adesione alla chiamata per sottoporsi allo screening (che è su base volontaria) si attesta oggi al 61,4% di tutta la popolazione chiamata e mostra come, dopo un'alta percentuale di aderenti per le prime classi di nascita, ci sia stata una flessione per i soggetti tra 25 e 35 anni, mentre la risposta all'invito è stata molto alta per i nuovi 14enni (71%) e per l'età pediatrica (72%). (Segue)

  • L'attore ha svelato i motivi della rottura con la sua compagna
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    L'attore ha svelato i motivi della rottura con la sua compagna

    Massimo Boldi e Irene Fornaciari si sono lasciati. Le parole dell'attore.

  • Quali azioni ci espongono di più al contagio da coronavirus
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    Quali azioni ci espongono di più al contagio da coronavirus

    La Texas Medical Association ha redatto una lista di azioni assegnando a ognuna di esse un punteggio per classificarle in base alla pericolosità di contagio da COVID-19.Partendo da quelle meno pericolose, aprire la posta è un'azione che si può compiere con la massima serenità, un punto in più in termini di gravità per il fare benzina, giocare a tennis, ordinare cibo take away o andare in campeggio.Lontane dalla zona rossa anche altre azioni che siamo abituati a svolgere nel quotidiano come fare la spesa o passeggiare e correre all'aperto. Sono considerate ancora azioni “moderatamente basse” alloggiare in hotel per due notti, sedere in sala d'attesa dal medico, andare in biblioteca o al museo, mangiare in un ristorante all'aperto o camminare in un luogo affollato.La linea si tinge di giallo quando parliamo di cenare a casa di altre persone, andare in spiaggia e fare acquisti in un centro commerciale. Lavorare in ufficio è un'attività una tacca più pericolosa, così come la scuola per i figli e nuotare in una piscina pubblica.La situazione si fa più seria quando si tratta di andare dal barbiere o dal parrucchiere, così come cenare fuori al chiuso, partecipare a matrimoni o funerali, viaggiare in aereo, praticare sport di contatto come calcio o basket e salutare con strette di mano e abbracci i propri amici.Attenzione ai massimi livelli quando andiamo in palestra, al cinema o al teatro; attenti anche ai grandi concerti, quando ricominceranno, è chiaro, allo stadio, attività ancora negata, e a cerimonie con oltre 500 partecipanti; insomma, tutte quelle attività che prevedono un assembramento eccessivo. Anche mangiare e frequentare nei bar è considerata attività particolarmente a rischio.

  • Coronavirus: vittime, contagi, nuovi focolai. Le news in tempo reale
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    Coronavirus: vittime, contagi, nuovi focolai. Le news in tempo reale

    Gli aggiornamenti in tempo reale sull'emergenza coronavirus in Italia.

  • Omicidio Sacchi, il fratello: "Anastasiya si era allontanata da Luca"
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    Omicidio Sacchi, il fratello: "Anastasiya si era allontanata da Luca"

    "Nell'ultimo periodo i miei rapporti con Luca non erano ottimi. E anche fra Luca e la fidanzata Anastasiya le cose non andavano bene, li avevo visti allontanarsi. Vedevo sempre più spesso Giovanni Princi: tra lui e Anastasiya invece i rapporti ultimamente erano sempre più buoni". Lo ha detto davanti ai giudici della Prima Corte di Assise di Roma, Federico Sacchi, fratello di Luca, il personal trainer ucciso con un colpo di pistola alla testa la notte tra Il 23 e il 24 ottobre davanti ad un pub nella zona di Colli Albani a Roma. Federico, che era presente la sera dell'omicidio, ha riferito di aver visto Princi allontanarsi dal pub, poco prima del delitto.  All'udienza di oggi, a porte chiuse, è stato ascoltato anche un amico di Luca Sacchi, Domenico Costanzo Marino Munoz, già sentito dagli inquirenti come persona informata sui fatti e presente anche lui sul luogo dell'omicidio. Il testimone ha detto di aver visto Anastasiya che veniva "colpita due volte con il bastone e quando Luca è intervenuto, Del Grosso ha fatto fuoco". Sul banco degli imputati ci sono Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, i due ventenni di San Basilio autori materiali dell'aggressione, Marcello De Propris, che consegnò l'arma del delitto, il padre di quest'ultimo, Armando, accusato della detenzione della pistola, e Anastasiya, che nel processo è anche parte civile per la rapina subita.

  • Pensa di morire per il morso di un serpente: fugge a velocità elevatissima
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    Pensa di morire per il morso di un serpente: fugge a velocità elevatissima

    Convinto di essere stato morso da un serpente velenoso e di morire di lì a poco, un ragazzo ha viaggiato a 123 km/h in autostrada.

  • Scarpe Lidl da 13 euro a ruba: rivendute online anche a 100 euro
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    Scarpe Lidl da 13 euro a ruba: rivendute online anche a 100 euro

    Il prezzo competitivo e la decisione dell'azienda di non rimettere in commercio l'articolo, ha fatto sì che ci fosse una corsa alle sneakers

  • 'Rai1 gay', 'ipocrita': scintille Adinolfi-Diaco
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    'Rai1 gay', 'ipocrita': scintille Adinolfi-Diaco

    "Ho attaccato Pierluigi sul tema omosessualizzazione di Rai1: pensa che colpo (e che ascolti) per un dialogo tra me e lui a 'Io e te'. La scusa potrebbe essere l'uscita il 1 luglio del mio ultimo libro 'Il grido dei penultimi'. Non ho intenzione di essere aggressivo. Pensaci, sarebbe puntata storica e se avete fatto mezz'ora con Luxuria, si può fare mezz'ora anche con chi ha idee alternative a Luxuria". E' lo screenshot del messaggio inviato da Mario Adinolfi al coautore di 'Io e te', il programma di Rai1 condotto da Pierluigi Diaco che proprio Diaco ha deciso di pubblicare su Twitter per smascherare "l'ipocrisia" del leader del Popolo della Famiglia Adinolfi. Una decisione, quella del conduttore di 'Io e te', arrivata dopo le dichiarazioni pubbliche fatte in questi giorni da Adinolfi sulla omosessualizzazione di Rai1, resa evidente, a suo parere, dalla decisione della rete di togliere Lorella Cuccarini da La Vita in diretta e dalla scelta di conduttori omosessuali nel palinsesto della rete ammiraglia tra cui appunto Diaco di cui il leader del Popolo della Famiglia fa il nome assieme a quello di altri. "Ecco l’ipocrisia con la I maiuscola. Mario Adinolfi scrive al coautore di 'Io e te' Maurizio Gianotti per auto invitarsi in trasmissione a promuovere il suo libro. Dopo aver scritto peste e corna su di me. Faccia da...", scrive Pierluigi Diaco per spiegare lo screenshot.  Un tweet a cui Diaco aggiunge una ulteriore spiegazione poco dopo: "Per amore di verità. Il mio autore mi ha girato come sempre i messaggi in cui molti si auto invitano, detrattori e non. Tra questi c’era anche quello di Mario Adinolfi. Ho risposto al mio autore 'no, grazie'. Poi ho avuto un’idea: dimostrare il tasso di ipocrisia imperante". Immediato il commento di Luxuria su twitter: "La conferma che certe persone usano l’omofobia in maniera strumentale e opportunista per i propri comodi e interessi". Non manca a stretto giro la replica di Adinolfi: "Per la precisione, dopo aver visto i 35 minuti garantiti da Diaco a lei onorevole e i 20 assicurati a la Vita in Diretta per la propaganda al ddl Zan, la chiamerei verifica dell’esistenza di una lobby che domina Rai1. Violenta, che si copre l’uno con l’altro. Omofobia non ne vedo". "Le consiglierei dopo questa figuraccia di osservare una giornata di silenzio", gli ribatte Luxuria. Un suggerimento che infastidisce Adinolfi: "Guardate, il tentativo di silenziamento nei miei confronti lo tentate da tempo e in mille modi. Adesso vi siete ridotti a montare la panna utilizzando lo screenshot di un messaggio privato ad un autore Rai mio amico. State solo dimostrando di quali bassezze violente siete capaci". Chiude il cerchio il cinguettio sarcastico di Luxuria: "Quello che mi diverte è l’ego smisurato di chi pensa di alzare gli ascolti con la sua presenza: presuntuoso e ridicolo".

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    Indonesia, arrestato francese per "abuso sessuale" su 300 minori

    Pensionato 65enne rischia anche la pena di morte

  • Belen smentisce il tradimento del marito con Alessia
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    Belen smentisce il tradimento del marito con Alessia

    Con una recente Storia su Instagram, Belen Rodriguez ha difeso la collega Alessia Marcuzzi dalle accuse di tradimento con il marito Stefano

  • Renzi: "Basta populismo, cacciare Benetton è impossibile"
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    Renzi: "Basta populismo, cacciare Benetton è impossibile"

    "Sono entusiasta che ci abbiano dato ragione sullo sblocco dei cantieri dopo averci insultato per mesi, ma ora i risultati si devono vedere. Lo stesso vale per Autostrade: è il momento di passare dalle chiacchiere ai fatti. Dopo due anni non si può continuare ad urlare 'revocheremo' o 'cacceremo i Benetton'. Perché è molto semplice, ma impossibile da farsi: basta col populismo degli annunci". Lo dice Matteo Renzi a La Stampa.  "Tutti sapevano che la gestione sarebbe andata ad Autostrade: era già previsto all'inizio del percorso. Ma ora basta con la politica dei rinvii. Non puoi dire 'revoco', lasciando aperta così a lungo la questione. In un senso o nell'altro le decisioni vanno assunte. Perché altrimenti rischiamo una doppia beffa: il ponte è ricostruito e il dossier resta aperto. E l'eventuale revoca si trasforma in un regalo per la proprietà". Renzi, lei è diventato il miglior alleato di Conte per paura delle elezioni anticipate? "Siamo alle solite esagerazioni. Non siamo alleati supini del premier, né abbiamo paura delle urne. Il 21 settembre, con le elezioni regionali, molti se ne renderanno conto. Nelle vittorie del centrosinistra, Italia Viva sarà determinante. Faccio un ragionamento sul Paese: se andassimo a elezioni prima della scadenza del Quirinale, faremmo un gigantesco autogol e un regalo ai sovranisti. Dobbiamo eleggere un presidente della Repubblica europeista e anti-sovranista". Si parla tanto di riforma elettorale ma tanto finirà sul binario morto ad agosto? "Trovo allucinante che si insista a parlare di legge elettorale in questo momento".

  • Se il coronavirus permane nell'aria e non solo nelle "goccioline" (l'opinione di Massimo Galli)
    Salute
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    Se il coronavirus permane nell'aria e non solo nelle "goccioline" (l'opinione di Massimo Galli)

    Cosa ne pensa l'infettivologo, in attesa dell'Oms. Perch cambierebbe tutto

  • Paris Hilton si "candida" alla Casa Bianca: i post divertenti
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    Paris Hilton si "candida" alla Casa Bianca: i post divertenti

    La 39enne ha pubblicato una sua foto con il cane e la Casa Bianca in rosa sullo sfondo.

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    Mezzo milione di fedeli in fuga, cosa succede alla Chiesa in Germania?

    AGI- Abbandonare la Chiesa è facile facile in Germania. Basta compilare l'apposito formulario, pagare una piccola somma per la conseguente procedura burocratica e firmare: il gioco è fatto. Il piccolo dettaglio che sta gettando nel panico le massime autorità religiose del Paese è che nel corso degli ultimi dodici mesi l'hanno fatto oltre 540 mila tedeschi, equamente suddivisi tra la chiesa cattolica e quella evangelica, ossia un'emorragia di circa 270 mila fedeli cadauna.Mezzo milione di "fuoriusciti", mezzo milione di persone che non solo decidono di allontanarsi dalla vita religiosa del Paese, ma sentono l'impellenza di registrarlo ufficialmente, con tutti i crismi: è l'equivalente della popolazione di una grande città come Hannover o Dresda, calcola Tilmann Kleinjung sull'emittente Br. Che aggiunge: "Non bisogna essere dei profeti per capire che nel giro di pochi anni i cristiani in Germania saranno una minoranza".Un "esodo di massa", lo chiama il giornalista tedesco, uno dei maggiori esperti di cose religiose nella patria di Goethe e di Beethoven. È un allarme rumoroso, che attraverso diagonalmente tutto il Paese, che modifica l'idea che la Germania ha di se stessa."Deploro ogni singola uscita", dice il presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi, Thomas Sternberg, all'agenzia di stampa cattolica Kna. La sua diagnosi è spietata: "Le persone voltano le spalle alla Chiesa, alla quale hanno appartenuto per tanti anni, perché sono arrabbiati per l'accumulo di riforme mancate e perché non si fidano più di lei".Lo scenario che fornisce il vescovo di Wuerzburg, Franz Jung, è più largo: "C'è una crescente polarizzazione della società, nella quale la comunicazione diventa sempre più greve", con il risultato che un confronto reale "è sempre piu' difficile", dato che "invece di soluzioni differenziate si preferiscono spiegazioni semplici, prediligendo immagini nemiche e teorie cospirazioniste".La Chiesa, invece, dovrebbe occuparsi di più dei bisogni reali sul territorio, e "prendere atto della disperazione del mondo", che per quanto riguarda la Chiesa equivale a dire che vi sono state lacune sinanche nell'affrontare "il tema degli abusi". Cosa succede in GermaniaKleinjung spiega che ormai "neanche a Natale le persone vanno più in chiesa, e quando ricevono lo stipendio si chiedono: perché sono ancora membro? Che le chiese attraverso gli scandali degli abusi e finanziari del passato abbiano danneggiato a lungo termine la propria immagine ovviamente rende a molti più facile la decisione di andarsene".Dunque urge un deciso cambio di passo, ammette il presidente del consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd), Heinrich Bedford-Strohm, parlando con il domenicale della Bild: "Non possiamo aspettare che le persone tornino nelle nostre chiese e nelle nostre comunità. Dobbiamo andare fuori noi, là dove si svolge la quotidianità delle persone. La Chiesa deve allargare le braccia, essere sul posto quando scatta l'emergenza, dobbiamo immischiarci, protestare e aiutare concretamente, se i profughi affogano nel Mediterraneo e tutti stanno solo li' a guardare".Dati alla mano, le prospettive sono fosche per i cristiani in Germania: l'economista Bernd Raffelhueschen ha calcolato che entro il 2060 solo un quarto degli abitanti della Germania faranno parte di una delle due chiese. Oggi la maggior parte lascia ufficialmente la propria confessione intorno ai trent'anni, come conferma anche la teologa evangelica Isolde Karle, in particolare al giro di boa della prima dichiarazione dei redditi: secondo lei, i giovani tendono venire meno alla socializzazione religiosa, e pertanto "escono quando non capiscono più perché mai dovrebbero finanziare la Chiesa".Facile immaginare che il coronavirus porterà presto una nuova mazzata: "Durante la pandemia le Chiese non sono state abbastanza visibili", afferma ancora la teologa. E se, d'altra parte, prevarrà il "business as usual", il rischio è che la chiesa cristiana si riduca ad essere "una setta", incalza Kleinjung, "una comunità composta solo da persone già convinte".In termini simili si esprime il cardinale Reinhard Marx, che fino allo scorso marzo era presidente della Conferenza episcopale tedesca: "È importante che torniamo ad imparare, non solo dai propri testi, dalla propria tradizione, ma anche dalla storia dell'uomo, dai movimenti per la liberazione, così come dalle scoperte scientifiche", ha spiegato al Deutschlandfunk. "Per qualcuno ancora oggi è strano che anche la Chiesa debba ancora imparare qualcosa". Una sfida enorme, forse esistenziale.

  • Fase 3, tornano le vecchie abitudini ai bar
    Sport
    notizie.it

    Fase 3, tornano le vecchie abitudini ai bar

    Tornano finalmente le carte da gioco sui tavolini dei bar, i quotidiani e riviste dai parrucchieri e centri estetici.

  • Il conduttore è stato querelato dal giudice
    Politica
    notizie.it

    Il conduttore è stato querelato dal giudice

    Nicola Porro e Rete 4 sono stati querelati dal giudice Antonio Esposito.

  • Durante una lite ha lanciato il cagnolino dal quarto piano: deferita 44enne
    Salute
    notizie.it

    Durante una lite ha lanciato il cagnolino dal quarto piano: deferita 44enne

    Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri la donna ha gettato il cane dalla finestra al culmine di una lite con il compagno.

  • L’inchiesta: il Covid-19 potrebbe esistere dal 2012
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    Yahoo Notizie

    L’inchiesta: il Covid-19 potrebbe esistere dal 2012

    Il coronavirus potrebbe essere nato in una miniera cinese abbandonata e popolata da pipistrelli nel 2012. È quanto sostiene un’indagine del Sunday Times.

  • Coronavirus, Oms: "Possibile trasmissione via aerosol al chiuso, servono più studi"
    Salute
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    Coronavirus, Oms: "Possibile trasmissione via aerosol al chiuso, servono più studi"

    "Sono stati segnalati focolai di Covid-19 in alcuni ambienti chiusi, come ristoranti, locali notturni, luoghi di culto o luoghi di lavoro. Nel caso di alcuni di questi focolai non è possibile escludere la trasmissione via aerosol, in particolare in spazi affollati e poco ventilati in cui le persone infette trascorrono lunghi periodi di tempo. Ulteriori studi sono urgentemente necessari per indagare su tali casi e valutare il loro significato per la trasmissione di Covid-19". Lo afferma l'Organizzazione mondiale della sanità in un approfondimento scientifico sulla trasmissione di Covid-19. Nei giorni scorsi centinaia di esperti avevano chiesto all'Oms di tener conto del rischio legato all'aerosol.  Covid-19, precisa l'Oms, si diffonde principalmente "tra le persone attraverso un contatto diretto, indiretto (attraverso oggetti o superfici contaminati) o stretto con soggetti infetti tramite le secrezioni di bocca e naso. Queste includono saliva, secrezioni respiratorie o goccioline (droplets). Queste vengono rilasciate quando una persona infetta tossisce, starnutisce, parla o canta, per esempio. Le persone che sono in stretto contatto (entro 1 metro) con una persona infetta possono contrarre Covid-19 quando queste goccioline cariche di virus entrano in bocca, naso o occhi". Oppure attraverso superfici contaminate.  "Alcune procedure mediche - ricorda ancora l'Oms - possono produrre goccioline molto piccole (chiamate goccioline di aerosol o aerosol) che sono in grado di rimanere sospese nell'aria per periodi di tempo più lunghi". Quando tali procedure mediche vengono condotte su persone infette da Covid-19, questi aerosol possono contenere il virus e "possono potenzialmente essere inalati da altri soggetti presento, se non indossano adeguati dispositivi di protezione individuale. Pertanto, è essenziale che tutti gli operatori sanitari che eseguono queste procedure mediche adottino specifiche misure di protezione - raccomanda l'Oms - I visitatori inoltre non dovrebbero essere autorizzati nelle aree in cui tali procedure mediche vengono eseguite". Per evitare il contatto con le goccioline cariche di virus "è importante stare ad almeno 1 metro di distanza dagli altri, pulire frequentemente le mani e coprire la bocca con un fazzoletto o un gomito piegato quando si starnutisce o si tossisce. Quando il distanziamento fisico (in piedi a un metro o più di distanza) non è possibile, è bene indossare una mascherina di tessuto. Anche la pulizia frequente delle mani è fondamentale", conclude l'Oms.

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    AGI

    Bagno di 'sangue' in Gran Bretagna, 60 mila posti di lavoro a rischio

    AGI - È un giovedì nero per il mercato del lavoro in Gran Bretagna: 60 mila posti di lavoro a rischio, secondo il Daily Mail, una raffica di licenziamenti annunciati dai grandi magazzini John Lewis, dalla Rolls Royce, dalle farmacie Boots, a Burger King.I giornali britannici parlano di un "bagno di sangue". E tutto ciò arriva a meno di 24 ore dal piano di aiuti da 30 miliardi di sterline che il cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak ha varato proprio per limitare i licenziamenti e offrire sostegno a chi ha già perso il lavoro. "È un pugno sul naso" a Sunak, commenta il Daily Mail. JOHN LEWIS: 1.300 POSTI A RISCHIO John Lewis conferma che otto dei suoi negozi non riapriranno dopo i lockdown, mettendo a rischio 1.300 addetti. La catena di grandi magazzini, già in sofferenza per la concorrenza delle vendite online, chiuderà permanentemente i principali siti di Birmingham e Watford, nonché piccoli negozi all'aeroporto di Heathrow, alla stazione ferroviaria di St. Pancras a Londra e i quattro negozi 'At Home' a Croydon, Newbury, Swindon e Tamworth."Prima della pandemia - si legge in una nota - gli 8 negozi erano già in difficoltà e noi già vendevamo online il 40% dei nostri prodotti". L'intenzione di John lewis è di arrivare a vendere online tra il 60% e il 70% dei prodotti a partire dal prossimo anno. BURGER KING: 10% RISTORANTI POTREBBERO NON RIAPRIREAlla catena di fast food Burger King, finora, solo 370 dei suoi 530 ristoranti in Gran Bretagna hanno riaperto. L'amministratore delegato Alasdair Murdoch alla Bbc ha dichiarato che i danni economici derivanti dalla crisi potrebbero costringere la società a chiudere permanente fino al 10% dei suoi locali. I posti a rischio sono 1.600."Non vogliamo perdere nessun lavoro - ha detto Murdoch - Ci sforziamo di non farlo, ma si deve presumere che tra il 5% e il 10% dei ristoranti potrebbe non essere in grado di sopravvivere. Non siamo i soli, penso che questo valga per tutti quelli nel nostro settore". ROLLS ROYCE: IN 3 MILA CHIEDONO USCITA VOLONTARIAAlla Rolls Royce sono oltre 3 mila i lavoratori che hanno chiesto l'uscita volontaria. La società fa sapere che circa i due terzi dei lavoratori lasceranno l'attività entro la fine di agosto. La notizia arriva sette settimane dopo che Rolls-Royce ha dichiarato che avrebbe tagliato 9.000 posti di lavoro il 17% dei suoi 52 mila addetti a livello globale, avvertendo che le fabbriche nel Regno Unito sarebbero state quelle colpite in modo peggiore. Il colosso dei motori per aerei con sede a Derby aveva già dovuto affrontare diversi problemi prima dell'arrivo della pandemia di coronavirus. FARMACIE BOOTS LICENZIERANNO 4 MILA ADDETTILa catena farmaceutica britannica Boots annuncia la sua intenzione di tagliare oltre 4 mila posti di lavoro in Gran Bretagna, a causa del forte calo delle vendite legato al coronavirus. Boots, la cui proprietà è statunitense, ha in programma una "significativa ristrutturazione dei suoi uffici, dei negozi e del quartier generale", la quale porterà al "taglio di 4 mila posti e di 48 negozi di ottica". UN DURO COLPO PER RISHI SUNAKLa raffica di licenziamenti è un'umiliazione per il neo-ministro Rishi Sunak, che ieri ha lanciato un pacchetto di aiuti da 30 miliardi di sterline per salvare l'economia britannica che includeva un "bonus di mantenimento del lavoro" da 1.000 sterline per le imprese che riportavano indietro i lavoratori, e pasti a metà prezzo al ristorante finanziati dal governo.Stamattina un Cancelliere dalla faccia cupa ha ammesso di non poter proteggere tutti i lavoratori e che il Regno Unito è sulla buona strada per una "grave" recessione. Lucy Powell, ministro degli Affari ombra, ha dichiarato: "Nonostante gli annunci di ieri, la perdita di posti di lavoro sta continuando rapidamente. Abbiamo bisogno di un sostegno più mirato nei settori più difficili". Il sindacalista Len McLuskey, numero uno dell'Unite the Union, il sindacato affiliato ai laburisti, ha detto che Sunak ha "fallito": non è riuscito a impedire altri licenziamenti in Gran Bretagna.

  • Insulta la moglie e la colpisce con un piatto, arrestato
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    Insulta la moglie e la colpisce con un piatto, arrestato

    Durante una lite con la moglie non l'ha solo insultata e minacciata ma l'ha anche colpita con un piatto. E' accaduto a Ostuni, in provincia di Brindisi, dove agenti del Commissariato hanno arrestato in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie. Il 78enne è stato posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione. Già a giugno i poliziotti erano intervenuti nella abitazione della coppia a seguito di una lite scaturita per vicende legate alla proprietà e ai diritti sull’immobile di residenza. All'esito delle indagini l'uomo venne deferito per il reato di maltrattamenti in famiglia ai danni della donna. Quest'ultima riferì agli investigatori di una serie di maltrattamenti che si protraevano da alcuni anni: offese, aggressioni fisiche e minacce.  La sera del 29 giugno i poliziotti intervennero nuovamente nella loro casa per ulteriori tensioni. Poi, l'epilogo, nella tarda serata del 7 luglio, quando dopo una segnalazione su una donna che chiedeva aiuto, gli agenti sono riusciti a rintracciare e raggiungere la vittima in una via del centro di Ostuni. Quest’ultima ha riferito di essere stata appena insultata, minacciata e colpita con un piatto dal marito e inseguita a piedi per le vie cittadine. La donna, dopo essere stata curata dai sanitari del Pronto Soccorso di Ostuni, ha denunciato il marito raccontando ulteriori episodi di violenza di cui era stata vittima nel tempo.

  • Covid, bengalese positivo viaggia in treno: denunciato
    Spettacolo
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    Covid, bengalese positivo viaggia in treno: denunciato

    L'uomo di ritorno a Roma dopo essere stato prima in Romagna e poi nelle Marche, è stato fermato dalla Polfer alla stazione Termini.

  • Emanuele Filiberto: "Basta con la politica dei selfie"
    Politica
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    Emanuele Filiberto: "Basta con la politica dei selfie"

    “Basta con la politica dei selfie con la bandiera. Servono piani concreti per l'Italia che così, a ripartire non ce la fa. E cosa han fatto i politici, mentre tutti gli altri in Europa hanno prodotto soluzioni vere?”. Lo dice intervistato dal Corriere della Sera, Emanuele Filiberto di Savoia, a proposito del suo nuovo movimento che si chiama Realtà Italia. “Se Realtà Italia, il nome della mia nuova associazione, sarà in futuro un movimento politico o se resterà un movimento di idee per l'Italia non lo so. Ma se - spiega - deve finire in politica, che sia”. E osserva: “Dico quel che penso: non è questa l'Italia che sognavo in esilio. I giovani senza futuro”. Sul fatto che il ministro dell'Economia Gualtieri prometta meno tasse e più risorse alla scuola dichiara: “Non mi convince il governo e neppure l'opposizione che riempie le piazze. Negli Usa ho un'attività di ristorazione on the road con i truck Prince of Venice. Con il Covid ho dovuto chiudere due mesi, mettere i dipendenti in cassa integrazione... bene tutti hanno subito ricevuto un bonus di lavoro. Quanto agli affari, in tempo di crisi è l'ora di cogliere opportunità: sto rilevando nuovi locali per ampliare poi il business. E intanto con Realtà Italia porterò a un tavolo virtuale, con il webinar Meraviglia Italia, questa sera alle ore 18, imprenditori del turismo e della bellezza”. “Questa sarà un'estate di idee per il Paese che amo. Ma non c’è – riferisce - visione di lungo termine, sanità e scuola da ricostruire, disoccupazione”. E conclude: “Non mi serve la politica per vivere. E non dico di avere la soluzione ma i giusti contatti per mettere attorno a un tavolo persone che saprebbero cosa fare: sono solo un aggregatore, un incubatore o un incanalatore di idee”.