Veneto: Zaia interviene alla tappa scaligera di Innovation Days

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Verona, 24 set. (askanews) - "Se si continua a parlare di fuga di cervelli è necessario arrivare ad una comprensione del fenomeno oltre il luogo comune. Penso sia giunto il momento di affrontare il tema con un'analisi precisa che faccia un approfondito quadro della situazione. Se le università faranno questo studio avranno tutto l'appoggio della Regione perché ormai sembra passare il messaggio che da noi non c'è futuro e solo all'estero ci sono prospettive. Dopo, veniamo ad assemblee come questa e ascoltiamo dati sulla nostra produzione, sull'esportazione e sull'attività imprenditoriale in generale che paesi esteri non hanno". Approfittando della presenza dei Rettori delle Università venete, il presidente Luca Zaia ha lanciato questa proposta oggi alla Camera di Commercio di Verona dove è intervenuto all'inaugurazione della tappa scaligera di "Innovation Days - Le eccellenze del territorio", evento che il Gruppo 24Ore ha organizzato attraverso l'Italia per far emergere il meglio dell'economia del nostro Paese. "L'esperienza all'estero per i giovani è fondamentale - ha aggiunto il Governatore - anzi, a volte penso che nessun curriculum dovrebbe esserne privo. Ma ho anche l'impressione che si enfatizzi un contesto che oggi, con i mezzi di collegamento e comunicazione un tempo inimmaginabili, è quasi domestico. Penso sia corretto avere uno spaccato di questi giovani e capire quanti se ne vanno, cosa vanno a fare, quanti hanno successo, quanti tornano a casa, quanti lavano i piatti o sono i direttori di una clinica. Questo perché non lo conosciamo ma tra i nostri giovani, c'è il ragazzo o la ragazza che un domani sarà imprenditore di successo, docente universitario o professionista affermato. Quindi, se i cervelli sono in fuga la prima cosa per dare una prospettiva è cominciare a capire quanti all'estero saranno utilizzati realmente come cervelli e quanti come braccia". "Il Veneto è fatto di 600.000 imprese, 150 miliardi di Pil, in un tessuto produttivo che non nasce dal modello fordista della grande fabbrica ma da quello della piccola impresa - ha detto ancora Zaia -. Una storia di determinazione verso l'obbiettivo e grande innovazione; i primi veri innovatori sono stati proprio i nostri imprenditori che con investimenti hanno fatto grande questa comunità e tutto il paese. Un dato: tutt'oggi lasciamo 21 miliardi di residuo fiscale a Roma che vanno facilmente ad alimentare lo spreco il contrasto del quale è la vera sfida". "Si fa un gran parlare - ha concluso il Presidente- dei 110 miliardi evasione fiscale, e di tutte le azioni per la soluzione del problema. Cosa sicuramente giusta, ma vale la pena ricordare anche che lo spreco della pubblica amministrazione che in Italia oggi vale 200 miliardi di euro. Un dato che la dice lunga su quanto si potrebbe investire sul bilancio di aree più povere del paese e di quanto aiuto sui mercati s potrebbe dare alle imprese. Questa per me è la vera sfida".